La resilienza del sistema sanitario territoriale in regione è oggi gravemente compromessa, manifestando un arretramento allarmante che si traduce in un’escalation incontrollata delle liste d’attesa e in un aumento preoccupante della mobilità sanitaria passiva, fenomeni che alimentano una diffusa rinuncia alle cure da parte dei cittadini.
Questa fotografia clinica, delineata dalle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, riflette una profonda disillusione nei confronti di un Piano Sanitario Regionale che, lungi dall’essere un volano di cambiamento promesso, rimane un’aspettativa disattesa, una “fumata nera” che vela le speranze di riforma.
L’assenza di un piano operativo concreto si materializza in una progressiva erosione dei servizi essenziali, un fenomeno particolarmente drammatico nelle aree interne, dove la continuità assistenziale e la rete di emergenza subiscono tagli significativi, lasciando intere comunità prive di un accesso adeguato alle cure.
Questa contrazione dei servizi non è una questione di mera gestione amministrativa, ma incide direttamente sulla salute e sulla qualità della vita dei residenti, esacerbando le disuguaglianze territoriali.
Le consigliere Araneo e Verri, con un senso di urgenza, rivolgono un appello all’Assessore Regionale alla Sanità, Cosimo Latronico, esigendo trasparenza e immediatezza di risposte.
La richiesta non si limita a una mera informativa, ma si configura come una richiesta di azioni concrete e misurabili.
Si chiede un quadro dettagliato, per ogni Distretto e Comune, sulla reale copertura dei turni di continuità assistenziale, un elemento cruciale per garantire la sicurezza e l’accessibilità delle cure.
Al di là della necessità di un quadro informativo, emerge la pressante richiesta di un piano straordinario per il personale sanitario, che preveda incentivi mirati per attrarre e trattenere professionisti nelle aree interne e in sedi operative disagiate, spesso penalizzate da difficoltà logistiche e infrastrutturali.
La carenza di personale, infatti, si rivela un fattore determinante nella riduzione dei servizi.
La richiesta culmina con l’invito a definire un cronoprogramma pubblico e vincolante per la realizzazione del Piano Sanitario Regionale, dotandolo di strumenti di monitoraggio e valutazione basati su indicatori oggettivi, come la riduzione delle liste d’attesa e il miglioramento della presa in carico territoriale.
L’enfasi è posta sulla necessità di risultati tangibili e verificabili, che attestino un reale impegno nella tutela della salute dei cittadini, soprattutto nelle aree interne, spesso sacrificate in nome di tagli di bilancio o riorganizzazioni poco ponderate.
Il tempo degli annunci è finito; è il momento di agire e di garantire un sistema sanitario territoriale equo, efficiente e accessibile a tutti.

