La recente dichiarazione dell’assessore regionale alla Sanità, Cosimo Latronico, riguardante il rispetto delle scadenze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la realizzazione di Case e Ospedali di Comunità, solleva interrogativi profondi e non secondari, ben al di là di una semplice constatazione di buon andamento amministrativo.
L’affermazione, apparentemente innocua, si scontra con una realtà lucana segnata da criticità strutturali che ne minano la credibilità e la capacità di garantire un’assistenza sanitaria adeguata alla popolazione.
L’emergenza lucana si manifesta con drammaticità: sessuanta mila cittadini rinunciano alle cure, un costo di centotredici milioni di euro viene sostenuto per l’assistenza fuori regione, e un Piano Sanitario, elemento cardine per la programmazione e l’organizzazione dell’offerta sanitaria, tarda ad essere presentato al Consiglio regionale, nonostante le promesse dell’assessore.
Questa assenza di programmazione strategica non è un semplice ritardo burocratico, ma il sintomo di un problema più grave: la mancanza di visione e di una reale volontà politica di affrontare le sfide che affliggono il sistema sanitario regionale.
La discussione sul Piano, iniziata in Giunta regionale solo a dicembre, denota una gestione dilatoria e una superficialità che rischia di compromettere l’efficacia degli interventi previsti dal PNRR.
La constatazione del capogruppo del PD, Piero Lacorazza, evidenzia una distanza preoccupante tra le promesse di Latronico e le azioni concrete, alimentando un clima di sfiducia e disillusione tra gli operatori sanitari e i cittadini.
La realizzazione di Case e Ospedali di Comunità, sebbene auspicabile, non può essere percepita come un mero esercizio di propaganda, ma deve tradursi in un miglioramento tangibile dell’accesso alle cure e della qualità dell’assistenza.
L’efficienza non si misura solo con la consegna di infrastrutture, ma con la capacità di creare un sistema sanitario solido, efficiente e orientato al paziente.
Il vero segnale di efficienza sarebbe la presenza di queste strutture operative, integrate in un modello organizzativo coerente e sostenibile.
La Basilicata non può permettersi di rimanere indietro rispetto alle altre regioni italiane, che stanno già implementando i progetti previsti dal PNRR.
La mera adesione alla scadenza del giugno 2026 non basta a garantire il successo del piano; è necessario un impegno costante e mirato, che coinvolga tutti gli attori del sistema sanitario regionale.
Lacorazza sottolinea come la Basilicata si trovi in una posizione di svantaggio, non solo in termini di risultati concreti, ma anche in termini di fiducia dei cittadini.
Per invertire questa tendenza, è necessario abbandonare le risposte “ordinarie” e adottare un approccio innovativo, che metta al centro la qualità, la visione e la ricerca di primati.
La Basilicata ha bisogno di un sistema sanitario che sappia rispondere in modo efficace alle esigenze della popolazione, che sia in grado di attrarre e trattenere i talenti, che sia un motore di sviluppo economico e sociale.
Infine, l’attenzione focalizzata sulle questioni immediate, come la risposta al collega Vizziello o la gestione delle rette per gli anziani delle RASS, non deve distogliere l’attenzione dalle problematiche strutturali che affliggono la sanità convenzionata.
La persistenza di queste criticità, nonostante i numerosi incontri e comunicati, solleva seri interrogativi sulla reale volontà politica di affrontare le sfide che attendono la Basilicata.
Come per gli agricoltori, anche sulla salute dei lucani si profila una crisi politica latente, che richiede un intervento urgente e risolutivo.

