La sospensione del servizio di scale mobili a Potenza solleva interrogativi profondi e potenzialmente destabilizzanti per l’intera regione Basilicata, ben oltre i confini del capoluogo.
La decisione, lungi dall’essere un mero inconveniente per i residenti, rivela una più ampia crisi di visione strategica e di gestione delle risorse pubbliche, con implicazioni dirette sulla qualità della vita, sull’accessibilità ai servizi essenziali e sulla coesione territoriale.
L’infrastruttura in questione non deve essere interpretata come un elemento marginale, ma come un tassello cruciale di un sistema di mobilità urbana volto a garantire inclusione e fluidità nei trasporti pubblici.
La sua disattivazione, conseguente a una progressiva erosione del supporto finanziario, rappresenta un campanello d’allarme sulla tenuta del modello di sviluppo regionale, che rischia di penalizzare in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili della popolazione e di compromettere l’attrattività del capoluogo.
Le promesse di un finanziamento consistente, pari a 5 milioni di euro annui a partire dal 2025, avanzate dalla Giunta regionale, si sono concretizzate, ad oggi, in una ridotta somma di 600.000 euro destinati a servizi non specifici.
Questo disallineamento tra dichiarazioni programmatiche e azioni concrete evidenzia una gestione improntata a superficialità e mancanza di lungimiranza, con il rischio di compromettere non solo il funzionamento delle scale mobili, ma anche la stabilità di altri servizi vitali per la comunità.
L’allarme lanciato dal capogruppo del Partito Democratico, Piero Lacorazza, non si limita alla perdita di un’infrastruttura di mobilità, ma prospetta scenari di contrazione del trasporto pubblico locale, con ripercussioni negative sugli interventi sociali e scolastici.
Un quadro allarmante, considerando che Potenza funge da polo di riferimento per una vasta area della regione, ospitando strutture pubbliche, sanitarie, scolastiche e giudiziarie che attraggono quotidianamente un flusso significativo di utenti provenienti da tutta la Basilicata.
L’episodio sottolinea, dunque, la necessità di una revisione complessiva delle politiche regionali in materia di mobilità e di pianificazione territoriale.
È imperativo superare una visione localistica e miope, abbracciando una prospettiva strategica che riconosca l’importanza di Potenza come nodo centrale della rete regionale dei servizi.
La questione non è circoscritta al capoluogo, ma riguarda l’intera Basilicata, e richiede un impegno congiunto da parte delle istituzioni, delle forze sociali e del mondo economico per garantire a tutti i cittadini un accesso equo e sostenibile ai servizi essenziali e per promuovere uno sviluppo territoriale equilibrato e inclusivo.
L’audizione del Sindaco di Potenza diventa un momento cruciale per fare chiarezza, valutare le responsabilità e definire azioni concrete per scongiurare ulteriori penalizzazioni per la comunità lucana.






