La recente dichiarazione della segretaria Elly Schlein, risuonante nell’Aula parlamentare, riaccende un dibattito urgente e imprescindibile: la responsabilità dell’Italia di fronte alla drammatica escalation di violenza nel Mediterraneo orientale e la necessità di una politica estera coerente con i principi costituzionali.
In una nota, il senatore Daniele Manca, commissario del Partito Democratico in Basilicata, esprime con fermezza la sua adesione alle parole della segretaria, denunciando l’inaccettabile silenzio del governo Meloni di fronte agli attacchi perpetrati dalle forze israeliane contro gli attivisti umanitari della Global Sumud Flotilla, impegnati in una missione di solidarietà verso Gaza.
Questo episodio, purtroppo non isolato, evidenzia la persistente fragilità del quadro giuridico internazionale e la difficoltà di applicare i principi del diritto dei mari in contesti di conflitto.
L’azione di intercettazione e, presumibilmente, di sequestro degli attivisti rappresenta una grave violazione dei diritti umani fondamentali e un’offesa alla libertà di navigazione, sollevando interrogativi profondi sulla proporzionalità e la legittimità dell’uso della forza.
Il silenzio governativo, in questo scenario, non può essere interpretato come neutralità, ma come una tacitazione nei confronti di un’azione che mina i valori di pace e giustizia che dovrebbero ispirare la politica estera italiana.
L’ambiguità, in questo frangente, è inammissibile: è tempo di assumere una posizione chiara e inequivocabile a sostegno del diritto internazionale e della protezione dei civili.
Il Partito Democratico di Basilicata si schiera con decisione a fianco di chi, nelle piazze e nel mondo, chiede un cessate il fuoco immediato e il riconoscimento dello Stato palestinese.
La voce popolare, che si è levata con forza, non può essere soffocata né criminalizzata.
La richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese non è un mero atto simbolico, ma una condizione imprescindibile per avviare un processo di pace duraturo e sostenibile.
Il riconoscimento non implica una negazione del diritto all’esistenza di Israele, bensì l’affermazione del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese e la creazione di due Stati che possano coesistere in sicurezza e prosperità, sulla base di confini riconosciuti e reciprocamente accettati.
Il Partito Democratico, profondamente radicato nei valori di pace, giustizia sociale e solidarietà internazionale, si impegna a sostenere attivamente le iniziative di mobilitazione popolare e a promuovere il dialogo costruttivo con le istituzioni nazionali ed europee.
L’adesione al corteo del 3 ottobre a Potenza, in piazza Don Bosco, testimonia questo impegno concreto.
È imperativo che il governo italiano prenda atto della gravità della situazione e si assuma la responsabilità di agire in conformità con i propri obblighi internazionali.
Il percorso verso una pace duratura passa non solo attraverso il riconoscimento formale dello Stato palestinese, ma anche attraverso un impegno concreto per la tutela dei diritti umani, la promozione dello sviluppo economico e sociale e il sostegno alla società civile palestinese.
Solo così potremo contribuire a costruire un futuro di speranza e sicurezza per tutti gli abitanti della regione, palestinesi e israeliani.
Il silenzio non è un’opzione; l’azione, la voce, la mobilitazione sono il nostro dovere.

