Un’operazione che solleva interrogativi profondi sulla correttezza e la responsabilità della classe politica regionale: è questo il giudizio espresso dal commissario del Partito Democratico lucano, Daniele Manca, in merito all’emendamento introdotto dalla maggioranza di centrodestra all’interno del collegato alla legge di bilancio.
La misura, aspramente criticata, ripropone, in veste moderna, dinamiche che evocano i vitalizi, alimentando un acceso dibattito sulla gestione delle risorse pubbliche e sull’etica del servizio.
L’intervento, approvato in data 18 dicembre e oggetto di un’inchiesta giornalistica da parte de ‘Le Iene’, appare come una deviazione inaccettabile rispetto ai principi fondamentali di trasparenza e partecipazione democratica.
La decisione, presa senza un adeguato coinvolgimento dei cittadini e dei corpi intermedi, denota una preoccupante deriva verso logiche di potere fine a sé stesse, a discapito del benessere collettivo.
Il nodo cruciale risiede nell’utilizzo distorto di un fondo originariamente destinato a finalità sociali.
L’impiego parziale di tale risorsa per finanziare una misura a beneficio degli eletti appare non solo improprio, ma anche in contrasto con la Costituzione italiana, che sancisce il primato dell’interesse generale.
La retroattività introdotta aggrava ulteriormente la situazione, introducendo un elemento di incertezza e ingiustizia che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Il commissario Manca, dopo un approfondito confronto con i consiglieri regionali del PD, invita con forza il Governo e la maggioranza a procedere con un atto di responsabilità, impugnando la norma e rimuovendo un provvedimento che palesemente compromette la trasparenza e la correttezza del processo legislativo.
Si sottolinea la necessità di un dibattito aperto e costruttivo sulla riforma del sistema contributivo, ma questo deve avvenire attraverso un progetto di legge organico, privo di retroattività, che non intacchi le risorse pubbliche e che, laddove necessario, preveda un contributo diretto da parte dei beneficiari, come già implementato in altre regioni italiane.
In un contesto socio-economico complesso e fragile, le priorità devono essere rivolte al sostegno delle famiglie, alla lotta contro la desertificazione industriale, al potenziamento dei servizi sociali, sanitari e scolastici.
L’impegno politico del Partito Democratico si fonda su principi di trasparenza, sobrietà e dedizione al bene comune, valori che appaiono gravemente messi in discussione da questa iniziativa.
La vicenda, pertanto, non può essere considerata un episodio isolato, ma un campanello d’allarme che richiede un profondo ripensamento del ruolo e della responsabilità della classe dirigente.








