Vitalizi in Basilicata: Sconcerto, Disappunto e Richiesta di Referendum

La recente approvazione in Basilicata di un sistema di vitalizi per i consiglieri regionali ha scatenato un’ondata di sconcerto e disappunto che attraversa la comunità lucana, alimentando un profondo senso di ingiustizia.

Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, esprimono con forza la loro ferma opposizione a questa scelta, definendola un’aberrazione morale in un contesto di fragilità socio-economica acuta.
Si tratta di una questione che trascende le divisioni partitiche, incarnando una frattura profonda tra la classe politica e il corpo sociale.
La decisione, percepita come un atto di autolesionismo istituzionale, si scontra con una realtà regionale segnata da crisi industriali che disoccupano intere famiglie, da un sistema sanitario in sofferenza, da un tasso di spopolamento allarmante che depaupera il tessuto sociale e da una persistente emergenza idrica che mette a dura prova il diritto fondamentale all’acqua.

Le consigliere ribadiscono l’atto di dissenso compiuto in sede di voto contro la norma e la rinuncia a qualsiasi forma di indennità differita, annunciando l’imminente presentazione di una proposta di legge regionale volta all’abrogazione immediata del provvedimento.
Questa azione, tuttavia, è considerata insufficiente di fronte all’intensità della reazione popolare.
La crescente richiesta di partecipazione democratica, manifestata attraverso l’invocazione di strumenti come il referendum abrogativo, rivela un’esigenza di coinvolgimento che la politica non può più ignorare.
Pur riconoscendo le attuali limitazioni giuridiche che ostacolano l’attivazione di un percorso referendario, le consigliere sottolineano l’imperativo morale per la classe politica di tradurre questa domanda di partecipazione in azioni concrete e innovative.
L’episodio solleva interrogativi cruciali sul rapporto tra rappresentanza e partecipazione, sulla responsabilità dei detentori del potere e sulla necessità di una radicale riforma del sistema istituzionale.

Non si tratta semplicemente di abrogare una norma, ma di riaffermare i principi fondamentali della democrazia e di ricostruire un patto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

Il silenzio e l’inerzia non sono opzioni percorribili; la politica deve dimostrare di essere al servizio del bene comune, ascoltando la voce del popolo e agendo con trasparenza e coraggio.

La sfida è quella di promuovere una cultura della responsabilità e della partecipazione, in cui ogni cittadino si senta parte attiva del processo decisionale e protagonista del proprio futuro.

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