La sospensione delle attività al PalaSassi di Matera, un complesso sportivo cruciale per la comunità lucana, ha sollevato un’ondata di preoccupazione e appello all’azione da parte delle federazioni sportive e degli atleti coinvolti.
La decisione, comunicata dall’Amministrazione Comunale in data 5 gennaio, ha interessato la piscina, l’impianto di basket e quello di pallavolo, con una chiusura prevista fino a venerdì 9 gennaio, salvo eventuali aggiornamenti.
L’impatto di questa interruzione è particolarmente sentito dal movimento natatorio, come evidenziato dal vicepresidente e responsabile del settore Pallanuoto della Federazione Italiana Nuoto – Comitato Regionale Basilicata, Rocco Donadio.
La chiusura improvvisa rischia di compromettere l’andamento dei campionati in corso, penalizzando circa duecento atleti agonisti che si vedono negata la possibilità di allenamento in un momento cruciale per la loro preparazione.
La richiesta è chiara: una riapertura celere dell’impianto natatorio, in linea con quella già concessa per le altre discipline sportive.
La Federazione Italiana Triathlon – Delegazione Regionale Basilicata condivide l’allarme, esprimendo rammarico per la comunicazione ufficiale ricevuta dall’Ufficio Sport del Comune.
Angelo Rubino, delegato regionale, ha sottolineato come la notizia, giunta in un periodo di riposo festivo, abbia colto di sorpresa le società sportive, gli atleti e le famiglie che attendevano con ansia il ritorno alla normalità delle attività.
La questione trascende la mera interruzione di un servizio sportivo.
Rubino ha posto l’accento sull’urgenza di trovare una soluzione strutturale per garantire la continuità operativa dell’impianto, nel pieno rispetto delle normative di sicurezza e di igiene.
La gestione di una piscina, a differenza di quella di una palestra, richiede competenze specifiche e un controllo costante dei parametri chimico-fisici dell’acqua, in ottemperanza a rigorosi protocolli sanitari.
La sospensione attuale, oltre a penalizzare gli atleti, rischia di compromettere la qualità dell’acqua, generando costi aggiuntivi e ritardi nella ripresa delle attività, con potenziali ripercussioni sulla salute pubblica.
La vicenda evidenzia la necessità di un ripensamento della gestione degli impianti sportivi comunali, promuovendo un dialogo costruttivo tra amministrazione, federazioni e associazioni sportive per assicurare la fruibilità di strutture essenziali per la crescita sportiva e il benessere della comunità materana.
La priorità deve essere quella di garantire un servizio efficiente e sicuro, in grado di rispondere alle esigenze di atleti e cittadini, preservando il valore intrinseco dell’impianto come presidio di salute pubblica e polo di aggregazione sociale.








