Dalle vette silenziose della Basilicata, precisamente da Viggiano, nasce “Un calcio alle mura”, un’iniziativa corale promossa dal Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti (LND) lucana, in sinergia con la Federazione Italiana Sport Disabilità e Disabilità Intellettiva (FISDIR) e supportata da Eni.
Più che un semplice evento sportivo, il progetto si configura come un’autentica risposta alle disuguaglianze che ancora limitano l’accesso al calcio a fasce di popolazione spesso marginalizzate.
L’obiettivo primario è demistificare l’idea del calcio come privilegio, estendendone i benefici a individui tra i 14 e i 40 anni, provenienti da comunità vulnerabili: case famiglia, centri di riabilitazione e altre realtà sociali distribuite sul territorio regionale.
Il progetto intende abbattere le barriere – economiche, sociali e legate alla salute – che spesso si ergono a ostacolo, negando l’opportunità di vivere appieno la passione per il pallone.
“Un calcio alle mura” si inserisce perfettamente nel solco della mission sociale che anima la Lega Dilettanti, come sottolinea il coordinatore Area Crs della Lnd, Luca De Simoni.
L’iniziativa non si limita a offrire un’opportunità sportiva; la declina come potente strumento di inclusione sociale, un catalizzatore di relazioni positive e un veicolo per rafforzare i legami con la comunità locale, promuovendo un senso di appartenenza e identità condivisa.
Il progetto, ormai giunto a una fase di consolidamento, testimonia l’impegno del Comitato Regionale LND Basilicata nel creare modelli di inclusione virtuosi, in grado di ispirare altre iniziative simili a livello nazionale.
Il messaggio che emerge da Viggiano è chiaro: il calcio trascende la mera competizione agonistica.
Diventa un linguaggio universale, capace di unire individui con storie, provenienze e abilità differenti, creando un ponte tra mondi altrimenti distanti e favorendo l’abbattimento di pregiudizi e stereotipi.
È un’occasione per costruire insieme un futuro più equo e solidale, un passo alla volta, un pallone dopo l’altro.

