Presentato 'Dieci brevi lezioni di zootecnica', compendio per una nuova divulgazione delle scienze animali
Presentato oggi 'Dieci brevi lezioni di zootecnica' (FrancoAngeli editore), il nuovo libro di Giuseppe Pulina, Professore ordinario di Scienze Animali presso l’Università degli Studi di Sassari e Presidente di Carni Sostenibili. Il volume è una sintesi del lavoro di ricerca del professore e presenta i punti salienti per la costruzione del primo Manifesto per la zootecnica del XXI secolo, un percorso intellettuale che tiene insieme la complessità del sapere zootecnico in tutti i suoi risvolti scientifici, etici, culturali e ambientali. All’evento, organizzato da Carni sostenibili e FrancoAngeli editore, sono intervenuti Pietro Paganini, Presidente di Competere e Professore presso la Temple University, e Andrea Rosati, Segretario Generale della Federazione Europea di Scienze Animali. Ha moderato Andrea Bertaglio, giornalista ambientale. Secondo i dati indicizzati in Scopus, il principale database per la letteratura scientifica, dal 2024 ad oggi troviamo oltre 500 riviste scientifiche nella categoria 'Animal Science and Zoology', numero che sale di diverse centinaia se si includono anche le aree affini. Ogni anno nel mondo vengono pubblicati tra i 50.000 e i 60.000 articoli scientifici e la massa totale dei lavori indicizzati nella disciplina supera ampiamente il milione e mezzo di articoli coinvolgendo una comunità scientifica di centinaia di migliaia di studiosi. Nonostante la dimensione della produzione scientifica delle scienze animali e delle intersezioni di questa disciplina con molteplici aspetti della nostra società - dall’economia alla salute, dalla sostenibilità alla sicurezza alimentare - la zootecnica continua a essere una disciplina 'poco raccontata' e fortemente carente di una tradizione divulgativa al di fuori dei propri confini specialistici. Il volume vuole rispondere proprio a questo bisogno.
"Le scienze animali del XXI secolo non possono più essere guidate da una semplice logica produttivistica, né da letture ideologiche. - spiega Pulina - La zootecnica conserva una funzione culturale enorme: mantenere vivo il rapporto concreto con il vivente, ricordando a una società sempre più dematerializzata che il cibo, il corpo e la nostra stessa sopravvivenza dipendono da cicli biologici materiali e complessi che non possono essere virtualizzati o sostituiti". Uscire da un approccio limitante, prediligendo, invece, uno sguardo transdisciplinare che tiene insieme la fisiologia e la matematica con l'ecologia, l'economia, l'informatica e l'etica applicata è il percorso che porta alla nascita del Manifesto per la zootecnica del XXI secolo. Un programma che invita a rimettere la razionalità scientifica e la trasparenza dei dati al centro del dibattito pubblico, contrastando la disinformazione attraverso quattro pilastri fondamentali: la zootecnica sistemica, che considera l'animale un nodo biologico complesso e non una macchina produttiva; la sostenibilità digitale, che usa l'intelligenza artificiale per supportare l'allevatore senza sostituire l'approccio umano; il contrasto alla disinformazione, basato su dati reali e filiere verificabili; e il benessere globale (One Welfare), che unisce la salute animale, umana e ambientale in un'unica visione interconnessa.
In un mondo sempre più complesso che vede il dibattito intorno alla necessità di proteine animali radicalizzarsi su posizioni inconciliabili - da una parte un progressivo aumento della domanda e dall’altra l’avanzata di posizioni ideologiche - 'Dieci brevi lezioni di zootecnica' vuole riportare al centro il valore della disciplina zootecnica anche da un punto di vista culturale. "Il libro di Giuseppe Pulina è un’opera unica nel suo genere: racconta la zootecnia come scienza fondamentale per il futuro dell’alimentazione, dell’ambiente e del benessere animale. Le proteine animali svolgono un ruolo essenziale nella nutrizione umana e la sfida è produrle sempre meglio, in modo più efficiente e sostenibile. Ma questo sistema così complesso oggi si deve confrontare con un mondo che premia ideologie e semplicismi. Il libro di Pulina è una risposta al semplicismo, non alla semplificazione. La differenza è decisiva: semplificare significa rendere comprensibile ciò che è complesso. Semplificare è un atto di responsabilità divulgativa. Pulina sceglie la forma della lezione proprio per questo: non per abbassare il livello del ragionamento, ma per accompagnare il lettore nella complessità. Gli offre strumenti, categorie, domande, connessioni. Non gli consegna slogan. Gli insegna a guardare meglio", ha spiegato Pietro Paganini. Il volume di Pulina traccia un percorso che dalla nascita dell’allevamento arriva fino alla sostenibilità digitale, con l'introduzione della Precision Livestock Farming (Plf) e dei sistemi di intelligenza artificiale. "Pulina non si limita a descrivere cosa sia oggi la zootecnica: indica la direzione in cui deve andare. In società che tendono a dimenticare quanto dipendano dagli animali, questo libro restituisce alla disciplina un ruolo culturale oltre che produttivo. Tiene insieme genetica, alimentazione, etica, economia e innovazione, e offre a studenti, tecnici e lettori curiosi gli strumenti per pensare il futuro dell’allevamento", ha concluso Andrea Rosati.





