Il quadro della gestione dei rifiuti urbani in Liguria nel 2024, delineato dal rapporto “Ecosistema Urbano 2025” di Legambiente, rivela un’istantanea complessa e, in parte, preoccupante.
Sebbene si possano intravedere segnali di cambiamento, la performance complessiva di alcuni capoluoghi, Genova e Savona in particolare, evidenzia persistenti criticità rispetto agli obiettivi di legge stabiliti nel 2006.
Questi obiettivi, mirati a raggiungere una differenziata pari al 65% già nel 2012, appaiono ancora lontani dall’essere raggiunti.
Genova, con una percentuale di raccolta differenziata attestata al 50,6%, si posiziona in una posizione deficitaria, occupando il 91° posto tra le città capoluogo italiane.
Questo dato, che riflette una gestione dei rifiuti ancora in gran parte lineare e poco orientata all’economia circolare, suggerisce la necessità di una profonda revisione delle strategie operative e di un coinvolgimento più attivo della cittadinanza.
Savona, con un risultato ancora più penalizzante del 45,4%, si colloca in coda alla classifica, sottolineando un gap significativo rispetto agli altri capoluoghi e segnalando una sfida urgente per l’amministrazione comunale.
L’avvio del nuovo piano di raccolta nel 2025 offre una potenziale svolta, ma la sua efficacia richiederà un monitoraggio attento e una continua ottimizzazione.
Contrariamente al trend negativo di Genova e Savona, Imperia segna un leggero progresso, con un aumento del 2,4% che la porta al 68,2% di raccolta differenziata, posizionandola al 51° posto.
Questo risultato, sebbene positivo, non deve indurre a compiacimento, ma piuttosto a un’analisi approfondita delle pratiche e delle politiche che hanno contribuito a questo miglioramento, al fine di replicarle in altre aree.
La Spezia, pur registrando una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, si distingue per una percentuale di differenziata pari al 79,3%, collocandola al 17° posto a livello nazionale.
Questo dato, significativo, testimonia un impegno consolidato verso la sostenibilità ambientale e l’adozione di pratiche virtuose nella gestione dei rifiuti.
Federico Borromeo, direttore di Legambiente Liguria, sottolinea giustamente come i valori attuali siano ancora al di sotto dei minimi di legge, nonostante i timidi miglioramenti.
L’auspicio è che Genova, ispirandosi agli esempi virtuosi di altre città, intraprenda azioni concrete per incrementare la raccolta differenziata, adottando modelli di “raccolta spinta” che incentivino la separazione dei materiali riciclabili e riducano drasticamente il conferimento in discarica.
La transizione verso un sistema di gestione dei rifiuti più efficiente ed ecologicamente sostenibile non è solo un obbligo di legge, ma una necessità impellente per la tutela dell’ambiente, la salvaguardia delle risorse naturali e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
È fondamentale considerare la gestione dei rifiuti non come un costo da minimizzare, ma come un’opportunità per generare valore economico e sociale attraverso il recupero di materiali, la creazione di nuovi posti di lavoro e la promozione di un’economia circolare.


