La situazione del reparto di chirurgia dell’ospedale Sant’Andrea, alla Spezia, configura una grave anomalia nel sistema sanitario regionale, denunciata con fermezza dalla Cgil.
L’inadeguatezza del sistema di riscaldamento, ridotto a uno stato di totale inefficienza, non rappresenta un semplice disagio, ma compromette la sicurezza e il benessere di pazienti vulnerabili e del personale medico e infermieristico.
L’impatto di un ambiente costantemente freddo su pazienti spesso debilitati da patologie preesistenti, e in attesa di interventi chirurgici o terapie intensive, è potenzialmente devastante.
Oltre al mero discomfort fisico, l’esposizione prolungata al freddo può aggravare condizioni mediche, aumentare il rischio di infezioni e rallentare i processi di guarigione.
Parallelamente, la sofferenza del personale sanitario è altrettanto significativa.
Operare in condizioni ambientali al di sotto degli standard minimi non solo incide negativamente sulla loro dignità professionale, ma influisce direttamente sulla qualità dell’assistenza erogata.
La concentrazione e la precisione richieste in un contesto chirurgico, o nell’assistenza post-operatoria, sono compromesse da un ambiente inadeguato, esponendo i pazienti a rischi evitabili.
La Cgil pone l’accento sulla responsabilità dell’ASL 5, sollecitando un intervento immediato e risolutivo.
La vicenda non si riduce a una mera emergenza tecnica, ma è sintomo di un problema strutturale più ampio: un progressivo e preoccupante degrado delle infrastrutture sanitarie spezzine.
Questo è il risultato di una combinazione letale di investimenti insufficienti, priorità strategiche errate e una gestione inefficiente delle risorse.
È imperativo, pertanto, superare la logica del pronto intervento e abbracciare una visione strategica a lungo termine.
Un piano straordinario di manutenzione, mirato non solo alla riparazione delle infrastrutture esistenti ma anche alla loro modernizzazione e adeguamento agli standard attuali, è assolutamente necessario.
Tale piano dovrebbe includere un’analisi approfondita delle criticità, una programmazione dettagliata degli interventi, un monitoraggio costante dei progressi e la coinvolgimento attivo di tutte le parti interessate, dal management sanitario ai rappresentanti dei lavoratori, fino ai comitati di pazienti.
La sanità pubblica non è un costo, ma un investimento nel futuro della comunità.
Garantire condizioni di lavoro dignitose per il personale sanitario e un ambiente sicuro e confortevole per i pazienti, non è un atto di clemenza, ma un imperativo etico e un dovere istituzionale.
Ignorare questa realtà significa condannare il sistema sanitario spezzino a un lento e inesorabile declino, con conseguenze potenzialmente drammatiche per la salute e il benessere della popolazione.








