mercoledì 4 Febbraio 2026

Chirurgia al Sant’Andrea: freddo, degrado e allarme Cgil

La situazione del reparto di chirurgia dell’ospedale Sant’Andrea, alla Spezia, configura una grave anomalia nel sistema sanitario regionale, denunciata con fermezza dalla Cgil.
L’inadeguatezza del sistema di riscaldamento, ridotto a uno stato di totale inefficienza, non rappresenta un semplice disagio, ma compromette la sicurezza e il benessere di pazienti vulnerabili e del personale medico e infermieristico.

L’impatto di un ambiente costantemente freddo su pazienti spesso debilitati da patologie preesistenti, e in attesa di interventi chirurgici o terapie intensive, è potenzialmente devastante.

Oltre al mero discomfort fisico, l’esposizione prolungata al freddo può aggravare condizioni mediche, aumentare il rischio di infezioni e rallentare i processi di guarigione.

Parallelamente, la sofferenza del personale sanitario è altrettanto significativa.
Operare in condizioni ambientali al di sotto degli standard minimi non solo incide negativamente sulla loro dignità professionale, ma influisce direttamente sulla qualità dell’assistenza erogata.

La concentrazione e la precisione richieste in un contesto chirurgico, o nell’assistenza post-operatoria, sono compromesse da un ambiente inadeguato, esponendo i pazienti a rischi evitabili.

La Cgil pone l’accento sulla responsabilità dell’ASL 5, sollecitando un intervento immediato e risolutivo.
La vicenda non si riduce a una mera emergenza tecnica, ma è sintomo di un problema strutturale più ampio: un progressivo e preoccupante degrado delle infrastrutture sanitarie spezzine.
Questo è il risultato di una combinazione letale di investimenti insufficienti, priorità strategiche errate e una gestione inefficiente delle risorse.
È imperativo, pertanto, superare la logica del pronto intervento e abbracciare una visione strategica a lungo termine.

Un piano straordinario di manutenzione, mirato non solo alla riparazione delle infrastrutture esistenti ma anche alla loro modernizzazione e adeguamento agli standard attuali, è assolutamente necessario.

Tale piano dovrebbe includere un’analisi approfondita delle criticità, una programmazione dettagliata degli interventi, un monitoraggio costante dei progressi e la coinvolgimento attivo di tutte le parti interessate, dal management sanitario ai rappresentanti dei lavoratori, fino ai comitati di pazienti.
La sanità pubblica non è un costo, ma un investimento nel futuro della comunità.

Garantire condizioni di lavoro dignitose per il personale sanitario e un ambiente sicuro e confortevole per i pazienti, non è un atto di clemenza, ma un imperativo etico e un dovere istituzionale.
Ignorare questa realtà significa condannare il sistema sanitario spezzino a un lento e inesorabile declino, con conseguenze potenzialmente drammatiche per la salute e il benessere della popolazione.

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