sabato 17 Gennaio 2026

Napoli, scuole blindate: sicurezza e prevenzione per gli studenti.

A Napoli e nella sua provincia, da quasi un anno, è in atto un dispositivo di sicurezza rafforzato, volto a contrastare il fenomeno dell’introduzione di armi da taglio negli istituti scolastici.
L’iniziativa, promossa dal Prefetto Michele di Bari, si articola in una combinazione di misure di controllo, che includono l’impiego di metal detector, e, crucialmente, di interventi di prevenzione.
Il provvedimento nasce da una crescente preoccupazione per la sicurezza degli studenti e del personale scolastico, un’emergenza sociale che richiede risposte immediate e complesse.
L’impiego di tecnologie di rilevamento metallico rappresenta una risposta pragmatica, un deterrente visibile per scoraggiare l’introduzione di armi.

Tuttavia, il Prefetto di Bari ha esplicitamente sottolineato come l’azione repressiva, pur necessaria, non possa essere l’unica strategia.

La vera sfida risiede nella prevenzione, un lavoro di mediazione e sensibilizzazione volto a decostruire le motivazioni che spingono i giovani a portare armi a scuola.

Non si tratta semplicemente di un problema di illegalità, ma di un sintomo di più profonde fragilità sociali ed emotive.

Dietro ogni coltello nascosto, si celano spesso storie di disagio, di ricerca di affermazione, di difficoltà relazionali, di esposizione a modelli culturali distorti.
La prevenzione implica un impegno multidimensionale: un dialogo aperto e continuo con gli studenti, la promozione di percorsi educativi incentrati sull’intelligenza emotiva, lo sviluppo di competenze di gestione della rabbia e della frustrazione, il rafforzamento del legame tra scuola, famiglia e territorio.
È fondamentale creare un ambiente scolastico sicuro e accogliente, dove gli studenti si sentano ascoltati e supportati, dove possano esprimere le proprie preoccupazioni e trovare alternative alla violenza.
Il prefetto evidenzia che un singolo momento di perdita di controllo, un impulso incontrollato, può innescare una spirale di conseguenze devastanti, non solo per chi compie l’atto, ma soprattutto per la vittima e per l’intera comunità.
La responsabilità individuale si intreccia con la necessità di un intervento collettivo, che coinvolga insegnanti, genitori, educatori e rappresentanti delle istituzioni.
La sicurezza scolastica non può essere ridotta a un mero controllo degli accessi, ma deve rappresentare un investimento nella crescita personale e sociale dei giovani, promuovendo valori di rispetto, tolleranza e legalità, e offrendo loro gli strumenti per affrontare le sfide della vita senza ricorrere alla violenza.

Il percorso è lungo e complesso, ma imprescindibile per garantire un futuro di pace e serenità per le nuove generazioni.

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