L’emergenza Peste suina africana (PSA) continua a configurarsi come una sfida complessa e in evoluzione per il territorio piemontese, ligure e valdostano, con un incremento significativo dei casi confermati nei cinghiali e un’attenzione costante sugli allevamenti suinicoli.
Secondo i dati aggiornati al 9 dicembre, comunicati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle regioni alpine (Izs), il numero complessivo di positività riscontrate nella popolazione di cinghiali ha superato la soglia delle 1.949 unità, evidenziando una diffusione capillare del virus.
In particolare, la Liguria, epicentro dell’attuale focolare, registra un incremento dei contagi che portano il totale a 1.155 positività.
Le due nuove rilevazioni, localizzate rispettivamente nella provincia di Genova (a Serra Riccò, dove il numero di casi totali si attesta a 27) e in provincia di Spezia (a Zignago, con un totale di cinque casi), sottolineano la necessità di un monitoraggio intensivo del territorio e di strategie di controllo mirate.
Il Piemonte, sebbene meno colpito in termini di numeri assoluti, mantiene un saldo di 794 positività, richiedendo una vigilanza costante per prevenire un’ulteriore espansione del focolaio.
Nonostante l’assenza di nuove segnalazioni in Piemonte, la situazione negli allevamenti suinicoli rimane un punto cruciale.
I nove focolai precedentemente identificati sono tuttora sotto controllo, ma il rischio di introduzione del virus nelle strutture zootecniche è sempre presente, richiedendo l’applicazione rigorosa di misure biosecuritative e programmi di screening.L’estensione geografica dell’emergenza si riflette nel numero di comuni interessati, che si attesta a 187.
Questa diffusione testimonia la capacità del virus di propagarsi rapidamente attraverso i cinghiali, che agiscono come serbatoi naturali e vettori principali della malattia.
La PSA, un’encefalomielite virale altamente contagiosa, rappresenta una grave minaccia per la produzione suinicola, con conseguenze economiche e sociali potenzialmente devastanti.
Le autorità competenti stanno intensificando le attività di sorveglianza, che includono il monitoraggio attivo delle popolazioni di cinghiali, l’analisi dei campioni prelevati e la collaborazione con i proprietari degli allevamenti.
La ricerca di soluzioni efficaci per il controllo e l’eradicazione del virus si concentra sullo sviluppo di vaccini, sull’ottimizzazione delle strategie di abbattimento dei cinghiali infetti e sulla sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza di segnalare eventuali sintomi sospetti nella fauna selvatica.
La PSA pone quindi una sfida complessa che richiede un approccio multidisciplinare e una collaborazione sinergica tra istituzioni, operatori del settore e comunità scientifica.








