sabato 17 Gennaio 2026

Spezia, aggressione in scuola: studente grave, città in lutto.

La comunità scolastica della Spezia è scossa da un evento drammatico che ha investito il giovane studente di un istituto professionale, il Domenico Chiodo.
Un atto di violenza inaudito, consumatosi all’interno della scuola, ha lasciato il ragazzo in condizioni cliniche estremamente precarie, sollevando interrogativi profondi sulle dinamiche relazionali e sulla sicurezza negli ambienti educativi.

L’aggressione, perpetrata da un compagno di classe, ha provocato una lesione gravissima alla milza, con conseguente perforazione e una massiccia emorragia interna.
La rapidità di intervento del personale sanitario presente sul luogo dell’evento è stata cruciale per stabilizzare inizialmente il ferito.
Successivamente, il trasferimento d’urgenza al reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sant’Andrea ha permesso di sottoporre il giovane a un complesso intervento chirurgico.
La perdita significativa di sangue ha determinato un arresto cardiocircolatorio, un momento di profonda incertezza che ha messo a dura prova le capacità e la prontezza del team medico.

La rianimazione, ottenuta grazie a procedure avanzate e a un intervento tempestivo, ha rappresentato una vittoria parziale in una battaglia per la sopravvivenza ancora in corso.
Al di là delle immediate implicazioni mediche, questo episodio apre una riflessione più ampia sul fenomeno della violenza giovanile e sulle sue radici.

Quali fattori contribuiscono all’escalation di comportamenti aggressivi tra i giovani? Come possono essere rafforzati i sistemi di supporto psicologico e di prevenzione del bullismo all’interno delle scuole? È fondamentale che istituzioni, famiglie e corpo docente collaborino attivamente per creare un clima di rispetto, inclusione e dialogo, volto a contrastare ogni forma di prevaricazione e a promuovere la crescita emotiva e sociale degli studenti.
La gravità delle condizioni del ragazzo, diciottenne, richiede un’attenta monitoraggio clinico e un supporto continuo da parte di specialisti.

La sua guarigione, sia fisica che psicologica, sarà un percorso lungo e complesso, che richiederà la partecipazione attiva della comunità e la disponibilità di risorse adeguate.

L’intera città è chiamata a sostenere la famiglia e a offrire al giovane una speranza concreta per il futuro.

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