A stimati colleghi dell’Istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia,Scriviamo con animo gravato, profondamente commossi dalla tragedia che ha colpito la vostra comunità scolastica, una ferita che squarcia l’intera scuola italiana.
Non possiamo rimanere indifferenti, inerti di fronte a un dolore così immenso: la vostra sofferenza è partecipe della nostra, un monito lancinante per il futuro dell’istruzione.
Questa lettera, che assume la forma di una petizione aperta, nata spontaneamente sulla piattaforma Change.
org, riflette il sentire di chi, quotidianamente, si confronta con le sfide e le responsabilità che definiscono il ruolo del docente nel nostro tempo.
Il titolo stesso della petizione, “Il ruolo del docente oggi”, non è un mero enunciato, ma una riflessione amara.
Le nostre aule, sempre più frequentemente, si trasformano in microcosmi complessi, teatri in cui si intrecciano fragilità individuali, disagi emotivi, problematiche comportamentali spesso radicate in contesti familiari e sociali difficili.
Non si tratta più di una semplice trasmissione di conoscenze, ma di una gestione delicata di dinamiche intricate che esulano dalla sfera puramente didattica.
Ci troviamo a operare in un equilibrio precario, spesso soli, ad affrontare sfide che richiedono competenze specifiche e risorse che faticosamente cerchiamo.
La perdita di punti di riferimento, l’esposizione alla violenza veicolata dai media e dai modelli culturali contemporanei, contribuiscono ad alimentare un clima di incertezza e di ansia.
L’educazione all’empatia, alla responsabilità, al rispetto dell’altro, assume quindi un’importanza cruciale, ma non può essere affrontata in modo isolato.
È necessario un sistema educativo organico e integrato, capace di coinvolgere famiglie, istituzioni, professionisti della salute mentale e operatori sociali.
La tendenza a scaricare la responsabilità sull’istituzione scolastica, semplificando un problema complesso, è una fuga in avanti che non risolve nulla, anzi, rischia di aggravare la situazione.
Dobbiamo superare la narrazione semplicistica e affrontare con coraggio e lungimiranza una vera emergenza educativa.
Ciò implica un investimento strategico e strutturale: psicologi scolastici in pianta stabile, risorse adeguate per l’inclusione, un sostegno concreto al personale docente e, soprattutto, la fine dei tagli indiscriminati che depauperano la qualità del servizio scolastico.
La scuola non può essere considerata un costo, ma un bene comune, un investimento vitale per la costruzione di una società più giusta, equa e pacifica.
Esprimiamo la nostra più sentita vicinanza, condividendo il vostro dolore e rinnovando il nostro impegno nella difesa della dignità del nostro lavoro, della nostra missione educativa e del futuro dei nostri studenti.
Siamo con voi.









