giovedì 5 Febbraio 2026

Veneziano a Sarzana: un’indignazione pop in Fortezza

Giuseppe Veneziano: Anthologia di un’Indignazione Pop – Una Rassegna alla Fortezza FirmafedeLa Fortezza Firmafede di Sarzana, patrimonio storico e fulcro culturale, si appresta a ospitare un evento di risonanza nazionale e internazionale: una retrospettiva monumentale dedicata a Giuseppe Veneziano, figura di spicco della “New Pop” italiana.

Dal 13 dicembre 2025 al 3 maggio 2026, oltre settanta opere, frutto di un percorso artistico audace e spesso controcorrente, offriranno al pubblico un’immersione nel complesso universo creativo di un autore capace di generare ammirazione e scompiglio.

La curatela di Luca Nannipieri si prefigge di tracciare un percorso esaustivo, dalla produzione giovanile alle creazioni più recenti, offrendo una chiave di lettura profonda e stimolante.
L’esposizione, intitolata “Anthology”, non si limita a presentare una selezione di opere, ma aspira a costituire un vero e proprio viaggio nell’immaginario veneziano.

Tra i lavori esposti, capolavori controversi come “Novecento”, “La strage degli innocenti”, “Quasi amici” e il celebre “Selfie”, reinterpretazione iconica della “Ragazza con l’orecchino di perla” di Vermeer proiettata nell’era digitale, testimoniano l’abilità dell’artista nel decostruire codici, iconografie e convenzioni sociali.
L’opera “Selfie”, in particolare, elevata a immagine simbolo della mostra, incarna il rapporto ambiguo e pervasivo che l’arte contemporanea intrattiene con i media e con la cultura dell’immagine.
Il dibattito suscitato dalle opere di Veneziano, oggetto di analisi e commenti da parte di personalità influenti come Oriana Fallaci, Oliviero Toscani, Dario Fo, Giampiero Mughini, Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi, è parte integrante del suo percorso artistico.

L’artista siciliano non si è mai sottratto alla provocazione, scegliendo di affrontare temi delicati e controversi con un linguaggio diretto e inequivocabile.

La sua capacità di satireggiare figure di spicco della politica e della società – Trump, Putin, Berlusconi, Papa Francesco – e di rileggere in chiave contemporanea personaggi delle fiabe e dei cartoni animati – Topolino, Biancaneve – ha generato reazioni contrastanti, oscillanti tra l’approvazione e la condanna.

La scelta della Fortezza Firmafede come sede dell’esposizione non è casuale.

L’antica struttura, restituita al suo ruolo di luogo di cultura e di incontro, offre un contesto suggestivo e potente per accogliere le opere di Veneziano.
Cristina Ponzanelli, sindaco di Sarzana, sottolinea come l’iniziativa non solo valorizzi un patrimonio storico di inestimabile valore, ma promuova anche un confronto dialettico con le sfide del nostro tempo.

“Le opere di Veneziano possono non essere sempre condivise, ma ampliano la nostra comprensione del presente e stimolano un dibattito necessario”, afferma la sindaca.

La curatela di Nannipieri, riflettendo sul rapporto tra arte e censura, afferma con acume: “La censura, nel libero Occidente, è una forma inaspettata di riconoscimento.
Si censura ciò che incute timore, perché ciò che spaventa rivela un lato nascosto di noi stessi, un desiderio inespresso.
” Questa riflessione si inserisce in una prospettiva più ampia che vede l’arte come strumento di liberazione e di scoperta, capace di portare alla luce verità scomode e di scardinare pregiudizi.
“Trasformeremo due piani della Fortezza in un viaggio nell’inconscio collettivo”, prosegue Nannipieri, anticipando l’esperienza che attende i visitatori.

Attraverso una combinazione di ironia, sarcasmo e virtuosismo tecnico, Veneziano ci invita a confrontarci con le nostre paure, le nostre ossessioni e le nostre contraddizioni, smascherando le ipocrisie del potere e le fragilità dell’animo umano.
L’antologica si configura così come un percorso trasformativo, un invito a esplorare le geografie nascoste della nostra anima, a liberare le voci silenziate e a celebrare la potenza dell’arte come specchio e motore di cambiamento.

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