mercoledì 7 Gennaio 2026

Venezuela-USA: il PD ligure condanna l’azione militare e chiede pace.

La recente escalation di tensione tra Stati Uniti e Venezuela, concretizzatasi in un’azione militare percepita come un’ingerenza diretta, suscita profonda preoccupazione nel Partito Democratico ligure.

La segreteria regionale, insieme alle federazioni provinciali e alla responsabile Esteri, esprime una ferma condanna, riaffermando principi fondamentali di diritto internazionale e responsabilità globale.

L’episodio, lungi dal promuovere la democrazia, rappresenta un pericoloso ritorno a logiche imperiali, una spartizione del mondo ormai frammentato da conflitti diretti e indiretti.
L’uso della forza, presentato come strumento di risoluzione, non fa altro che alimentare l’instabilità e minare la sicurezza collettiva.

La storia, purtroppo, sembra riproporre cicli di violenza in cui le popolazioni più vulnerabili e il diritto internazionale sono i primi a soccombere.
La comunità internazionale è chiamata a un’inversione di rotta.

La politica deve riconquistare il suo ruolo di mediatrice, superando l’approccio unilaterale e riscoprendo i valori della solidarietà e della cooperazione.
Questa operazione, mascherata da intervento mirato, non fa che esacerbare il caos e soffocare le voci del dialogo costruttivo.

La democrazia non può essere imposta con la forza, lo stato di diritto non può fondarsi sulla prepotenza.
È imperativo riaffermare il primato del diritto internazionale, frenare questa corsa insensata verso un conflitto globale a tappe e promuovere, in particolare in Europa, un impegno collettivo per silenziare le armi e riaccendere il percorso verso una pace autentica, disarmata e capace di disarmare le menti.

Si rifiuta, dunque, la logica obsoleta dell’equilibrio di potere tra nazioni, per abbracciare un nuovo ordine multilaterale, fondato su principi democratici, sviluppo sostenibile e progresso reale per tutti i popoli.

La guerra, in tutte le sue forme – armata, economica, informativa, tecnologica, ideologica – non è mai una soluzione, ma solo l’inizio di nuovi problemi, nuove sofferenze, nuove ingiustizie.
È tempo di reinventare la diplomazia, di investire in canali di comunicazione alternativi, di costruire ponti anziché muri, di promuovere un mondo in cui il dialogo prevalga sulla coercizione e la cooperazione sostituisca la competizione.

La vera sicurezza globale risiede nella giustizia, nell’equità e nella condivisione di risorse e opportunità, non nella potenza militare.

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