La crescente insofferenza del Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, nei confronti di Autostrade per l’Italia (Aspi) e dei suoi azionisti riflette una preoccupazione diffusa tra i cittadini, soprattutto genovesi, ma non solo, legata a ritardi strutturali e inadempienze contrattuali che mettono a rischio la sicurezza e la fruibilità della rete autostradale.
Fonti del Ministero delle Infrastrutture (Mit) confermano che Salvini ha incaricato gli uffici competenti di condurre un’analisi dettagliata di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria programmati e realizzati da Aspi, aprendo la strada a una revisione approfondita della concessione autostradale.
L’escalation della tensione è innescata da un’informativa pubblicata dal Secolo XIX, che solleva il sospetto di una potenziale riallocazione dei ristori economici previsti per Aspi a seguito del crollo del ponte Morandi.
Questi fondi, stimati in 40 milioni di euro, destinati originariamente a interventi urgenti su infrastrutture critiche a Genova, rischiano di essere dirottati per coprire costi aggiuntivi legati alla costruzione del tunnel subportuale, un’opera da oltre un miliardo di euro inclusa nel piano di risarcimento per il disastro del Morandi.
La mancata erogazione di questi ristori potrebbe comportare la chiusura o la limitazione del traffico su 620 opere d’arte, tra viadotti, impalcati e strade sopraelevate, già gravate da ispezioni impellenti previste per il 30 giugno 2026, un orizzonte temporale che il Comune di Genova non può affrontare senza risorse adeguate.
L’allarme è stato formalmente lanciato dall’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Massimo Ferrante, in coincidenza con l’avvio dei monitoraggi previsti dal decreto sulla sicurezza dei ponti.
La sindaca di Genova, Silvia Salis, aveva precedentemente sollevato la questione con Salvini durante un incontro a Roma, esprimendo la necessità di un intervento del Mit per garantire che i fondi destinati alla manutenzione non vengano assorbiti per coprire le spese del tunnel subportuale.
L’accordo di risarcimento, siglato nel 2021 da Governo, Autostrade per l’Italia, Comune di Genova e Regione Liguria, prevede un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro da parte di Aspi per la riqualificazione del territorio genovese.
Questo piano include opere cruciali come il tunnel della Fontanabuona, atteso da decenni nel levante ligure, e il finanziamento di altre infrastrutture strategiche, tra cui il nuovo svincolo autostradale di Pegli, il raddoppio della rampa autostradale tra la strada Guido Rossa e il casello di Genova Aeroporto e la realizzazione di un autoparco cittadino.
Ulteriori 180 milioni sono stati stanziati per interventi di manutenzione sulla rete autostradale genovese, con particolare riferimento al completamento del ripristino delle barriere antirumore rimosse nel 2019 a seguito di indagini sulla sicurezza.
L’esecuzione di questi interventi, come sottolineato, è ancora in ritardo, sollevando interrogativi sulla capacità di Aspi di adempiere agli impegni assunti e sulla sua idoneità a gestire un asset strategico per il territorio.
La revisione della concessione autostradale, in questo contesto, assume un’importanza cruciale per garantire la sicurezza, l’efficienza e la sostenibilità della rete infrastrutturale genovese.







