venerdì 6 Marzo 2026

Savona, braccialetto elettronico per stalker: protezione e indagine

Un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento, resa esecutiva dalla Polizia di Savona, ha segnato un nuovo capitolo in una vicenda intricata di dinamiche relazionali tossiche e reiterati atti persecutori.

L’uomo, un quarantasettenne residente a Savona, è stato sottoposto al controllo del braccialetto elettronico, un dispositivo che funge da deterrente e strumento di monitoraggio in attesa del processo.
La decisione, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura savonese, è il culmine di un’indagine approfondita condotta dalla Squadra Mobile, innescata da un primo intervento della Squadra Volante a seguito di una segnalazione di lite.
L’attività investigativa ha portato alla luce un quadro allarmante di comportamenti vessatori e intimidatori protrattisi per diversi mesi, a partire dallo scorso settembre.
La vittima, una donna, ha subito una serie di azioni atte a ledere la sua libertà personale e a creare un clima di paura e ansia costante.
Queste condotte non si sono limitate a minacce verbali, ma hanno incluso anche episodi di violenza fisica, manifestando un escalation preoccupante nella dinamica relazionale.

La gravità della situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che l’uomo era già noto alle autorità per comportamenti simili.
In precedenza, era stato destinatario di un provvedimento di ammonimento emesso dal Questore di Savona, proprio in relazione a condotte di violenza di genere commesse nei confronti della stessa donna.
Questo precedente dimostra una persistenza di comportamenti problematici e una mancata presa di coscienza da parte dell’uomo, suggerendo la necessità di interventi più incisivi e mirati per prevenire ulteriori episodi di violenza.

L’emissione del provvedimento cautelare e l’applicazione del braccialetto elettronico rappresentano un tentativo di proteggere la vittima e di garantire la sicurezza pubblica, ma sottolineano anche la complessità del fenomeno della violenza di genere e l’importanza di un approccio multidisciplinare che coinvolga non solo le forze dell’ordine e la magistratura, ma anche servizi di supporto psicologico e sociale per la vittima e, ove possibile, per l’autore del reato, al fine di promuovere un cambiamento comportamentale duraturo.

La vicenda, purtroppo, incarna una realtà sociale diffusa, che richiede un impegno costante nella sensibilizzazione, nella prevenzione e nella tutela delle vittime.

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