venerdì 23 Gennaio 2026

Savona, sbarco Ocean Viking: 33 vite salvate, un’emergenza irrisolta.

L’alba si leva su Savona, tingendo di tenue luce il profilo della Ocean Viking, imbarcazione di soccorso gestita da SOS Mediterranee.
A bordo, 33 vite umane, strappate al pericolo del Mediterraneo centrale, approdano nel porto ligure poco prima delle prime ore del mattino.
Lo sbarco, culminato intorno alle 6:30, è il preludio a un complesso iter di accoglienza e valutazione sanitaria, con particolare attenzione ai minori non accompagnati che saranno ospitati in strutture liguri specializzate.

L’operazione, apparentemente ordinaria, cela dietro di sé una narrazione più ampia, una testimonianza amara di un’emergenza umanitaria persistente.

SOS Mediterranee lancia un grido di allarme: “Abbiamo salvato 33 persone, ma ne avremmo potute salvare altre 135.

” Il resoconto della loro attività del 31 dicembre scorso rivela un quadro desolante.
Il trasbordo di 33 individui, precedentemente bloccati a bordo della nave ‘Maridive703’ da giorni, si è intrecciato con la drammatica notizia di altre 75 persone, reiterate illegalmente in Tunisia prima del loro intervento.
La speranza di poter offrire assistenza a un nuovo gruppo di 60 persone, in balia del mare su un precario gommone, si è infranta contro l’ingerenza delle autorità libiche.
L’ordine di allontanamento, imposto dalla Guardia Costiera libica, ha costretto l’imbarcazione a rinunciare a un potenziale salvataggio, lasciando dietro di sé un’incognita angosciante sul destino di quegli individui.

La pratica di riportare i migranti nei Paesi di origine, spesso caratterizzati da instabilità politica e conflitti, costituisce una chiara violazione del diritto marittimo internazionale, un principio cardine che sancisce il dovere di soccorso in mare.

SOS Mediterranee denuncia con forza questa prassi, sollecitando l’Unione Europea a rivestire il ruolo di garante della legalità, ponendo fine a questa connivenza silenziosa che perpetua la sofferenza nel Mediterraneo centrale.
L’episodio di Savona, pur rappresentando un atto di umanità, non può cancellare la gravità della situazione.
Si tratta di una crisi complessa, radicata in cause profonde come la povertà, la guerra, la persecuzione e la ricerca disperata di una vita migliore.

L’Ocean Viking, e le altre imbarcazioni di soccorso, sono un simbolo tangibile di questa realtà, un monito costante sull’urgenza di agire, di costruire corridoi sicuri, di affrontare le cause profonde della migrazione e di garantire il rispetto dei diritti umani, in mare e sulla terraferma.

La legalità non può essere un optional, ma un principio inviolabile per salvaguardare la dignità di ogni essere umano.

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