domenica 22 Febbraio 2026

Omicidio del capotreno: le indagini tracciano il viaggio del sospettato

La vicenda che ha scosso la comunità ferroviaria e l’opinione pubblica riguarda Marin Jelenic, cittadino croato di 36 anni, attualmente indagato per l’efferato omicidio del collega Alessandro Ambrosio, un giovane capotreno di 34 anni.
L’omicidio, avvenuto a Bologna il 5 gennaio, ha innescato un’indagine complessa e meticolosa, ricostruita dalle forze dell’ordine tra Milano, Bologna e Desenzano del Garda, dove Jelenic è stato fermato.
Il percorso del presunto assassino, dopo il tragico evento, si è rivelato sorprendentemente lineare e, al contempo, inquietante.
Dopo aver lasciato Bologna, Jelenic ha raggiunto Milano in treno, un viaggio iniziato con un imprevisto: la sua irregolarità nella giustificazione del titolo di viaggio lo ha fatto scendere a Fiorenzuola, costringendolo a prendere un convoglio successivo per completare il percorso verso la metropoli lombarda.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno tracciato i suoi movimenti a Milano, localizzandolo a Piazza Duca d’Aosta, nelle immediate vicinanze della Stazione Centrale.
Successivamente, è stato ripreso mentre saliva su un tram della linea 4, un mezzo di trasporto che lo ha condotto all’ospedale Niguarda, dove ha trascorso la notte in una sala d’aspetto, una circostanza che solleva interrogativi sulla sua gestione delle conseguenze dell’azione compiuta e sulla potenziale presenza di un supporto, diretto o indiretto, che potrebbe emergere nelle fasi successive dell’indagine.
L’episodio, pur nella sua apparente semplicità cronologica, evidenzia diverse questioni rilevanti: la capacità di Jelenic di muoversi indistintamente nell’ambiente urbano, l’importanza cruciale delle telecamere di sorveglianza nel ricostruire gli eventi e la necessità di approfondire le dinamiche che hanno portato un uomo a compiere un gesto di tale violenza, apparentemente senza preavviso.
L’indagine è ora concentrata sull’accertamento delle motivazioni alla base dell’omicidio e sulla ricostruzione del quadro complessivo che ha portato Jelenic a compiere tale atto, analizzando anche le sue condizioni psicologiche e il suo background personale.

La vicenda pone, inoltre, interrogativi sulla sicurezza sui mezzi di trasporto pubblici e sulla necessità di rafforzare i controlli e i protocolli di sicurezza per prevenire episodi simili.

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