martedì 17 Marzo 2026

Venditti (Garlasco): la difesa chiede un incidente probatorio

In risposta alla richiesta avanzata dalla Procura di Brescia, la difesa del dottor Mario Venditti, ex procuratore a Pavia e attualmente indagato per corruzione in atti giudiziari nell’ambito del caso Garlasco, ha formalizzato una richiesta di incidente probatorio al Giudice delle Indagini Preliminari (GIP) della stessa città.
Questa mossa, come sottolineato dal legale Domenico Aiello, mira a dimostrare la disponibilità della difesa a collaborare con l’autorità inquirente, fornendo accesso ai dispositivi elettronici di Venditti oggetto di sequestro.
La procedura seguita è particolarmente significativa: la richiesta si basa integralmente sul testo contenuto nell’atto di sequestro notificato il 26 settembre 2023.
Questa scelta non è casuale, bensì risponde a una strategia volta a garantire la massima trasparenza e a evitare qualsiasi accusa di ostruzionismo.

Tuttavia, la difesa ha posto una condizione imprescindibile: l’estrazione dei dati dovrà avvenire nel pieno rispetto dei limiti procedurali stabiliti dalla legge e dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione.

In particolare, l’operazione sarà delimitata temporalmente e focalizzata su specifiche “parole chiave” direttamente connesse alle ipotesi di reato contestate al dottor Venditti.
Questa precisa delimitazione mira a prevenire un’indagine indiscriminata e potenzialmente lesiva dei diritti della difesa.
L’avvocato Aiello ha espresso l’auspicio che l’incidente probatorio possa essere rinviato a successivo momento, in attesa della decisione del terzo grado di riesame.
Quest’ultima pronuncia verte proprio sulla legittimità del provvedimento di sequestro nell’ambito del reato di corruzione in atti giudiziari.
Un rinvio permetterebbe, a detta della difesa, di evitare un’acquisizione probatoria prematura, potenzialmente influenzata dall’esito del giudizio sulla validità del sequestro stesso, con conseguenti implicazioni sull’ammissibilità delle prove.
In sostanza, si tratta di un tentativo di garantire che l’operazione di incidente probatorio sia condotta in un contesto giuridico chiarito, evitando che possa compromettere la tutela dei diritti dell’imputato.

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