Il Lecce si appresta ad affrontare il Como al Via del Mare in una circostanza che si discosta dalla norma, segnata da una complessa congiuntura di assenze e dubbi di formazione.
L’impegno, pur di fronte a un avversario di caratura superiore, non desta particolare allarme nel tecnico Eusebio Di Francesco, il quale predilige un approccio pragmatico e fiducioso.
L’emergenza, innescata dalle convocazioni in Coppa d’Africa di elementi chiave come Coulibaly, Banda e Gaspar, si aggiunge ai problemi di Berisha, fermo per infortunio, e ai bollini interrogativi relativi alle condizioni fisiche di Morente e Tiago Gabriel, il cui impiego rimarrà incerto fino alle ore immediatamente precedenti il match.
Questa stratificazione di fattori rende l’operato del mister particolarmente delicato, richiedendo una gestione attenta delle risorse umane e una capacità di adattamento immediata.
Di Francesco, pur mantenendo un riserbo tattico, accenna a modifiche strategiche, sottolineando l’importanza di ogni singolo giocatore, sia coloro che saranno impiegati dal primo minuto, sia coloro che entreranno a gara in corso.
La preparazione, a suo dire, è stata intensa e proficua, e la scelta finale sarà dettata dall’andamento degli allenamenti.
L’inserimento di Ramadani, Kaba e Maleh appare quasi certo, anche se le modalità del loro coinvolgimento – contemporaneo o scaglionato – restano in bilico, a seconda dell’evoluzione del quadro fisico di Morente e Tiago Gabriel.
L’analisi dell’avversario, il Como guidato da Fabregas, rivela una squadra solida e ben strutturata, capace di modulare il proprio gioco in funzione dell’avversario pur mantenendo una precisa identità tattica.
La chiave per superare l’ostacolo, secondo Di Francesco, risiede nella capacità di eludere la prima linea di pressione e garantire continuità di manovra, esprimendo un gioco conciso e reattivo in ogni fase.
La partita, implicitamente, si preannuncia come un test di resilienza e di capacità di interpretare il momento, alternando momenti di pressing aggressivo a periodi di attesa prudente, in un equilibrio dinamico che rifletterà la qualità e la profondità del match.







