Ieri, Cremona ha visto dispiegarsi un’operazione interforze di notevole portata, volta a rafforzare la sicurezza urbana e a contrastare efficacemente fenomeni complessi quali l’immigrazione irregolare e le dinamiche di degrado che ne conseguono.
L’azione, pianificata in seguito ad approfondite analisi emerse durante le sedute del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, e autorizzata dal Prefetto, ha visto la sinergia di forze dell’ordine diverse, tra cui Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Ispettorato del Lavoro e personale dell’Ats Val Padana.
L’operazione, incentrata su un’analisi preventiva delle aree più sensibili – con particolare attenzione alla stazione ferroviaria e alle zone adiacenti, oltre ad attività commerciali ritenute critiche – ha rappresentato un segnale forte di deterrenza e di impegno istituzionale verso la tutela della legalità e del benessere della collettività.
Il resoconto dell’attività ha rilevato un’identificazione complessiva di 74 individui, di cui un numero significativo (26) con precedenti penali, evidenziando la necessità di un’azione di controllo e monitoraggio più intensiva.
Sono stati sottoposti a verifica 43 veicoli, con l’applicazione di 4 sanzioni per violazioni del Codice della Strada e 3 avvisi verbali, culminati in un ordine di allontanamento obbligatorio.
Un episodio particolarmente grave ha riguardato la contestazione di una sanzione amministrativa per guida in stato di ebbrezza, accompagnata da un ordine di allontanamento dal centro urbano.
Inoltre, si è concretizzata la denuncia di un cittadino straniero per possesso di hashish e di un altro per mancata esibizione di documenti d’identità, sollevando interrogativi sulla gestione dei flussi migratori e sulla verifica della regolarità dei soggiorni.
L’aspetto cruciale dell’operazione ha riguardato i controlli presso numerosi esercizi commerciali, portando alla constatazione di irregolarità lavorative e condizioni igienico-sanitarie precarie.
Sono state elevate diverse sanzioni, tra cui una per impiego di personale non in regola (lavoro nero) e due per difformità nella documentazione relativa ai dipendenti.
Un episodio allarmante ha rivelato la presenza di alimenti scaduti e di provenienza incerta, ponendo seri dubbi sulla sicurezza alimentare e sull’applicazione delle normative in materia di tutela della salute pubblica.
Tale scoperta suggerisce una revisione più stringente dei controlli sui canali di approvvigionamento e sulla gestione delle scorte alimentari.
L’azione interforze, quindi, non si è limitata a un controllo formale, ma ha innescato un’indagine più approfondita sulle dinamiche del mercato del lavoro sommerso e sulla sicurezza alimentare, con l’obiettivo di tutelare i consumatori e garantire il rispetto delle norme.


