sabato 10 Gennaio 2026

Notte di Capodanno a Monza: emergenza traumi da fuochi d’artificio

La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza ha recentemente fornito un’analisi dettagliata delle complesse emergenze gestite durante la notte di transizione tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, un periodo caratterizzato da un’impennata di gravi traumi correlati all’uso improprio di fuochi d’artificio e armi a salve.

L’attività di emergenza, protrattasi per oltre tredici ore, dalle 22:30 alle 10:30 del mattino successivo, ha messo a dura prova le risorse e le competenze del personale medico e infermieristico, evidenziando la necessità di una riflessione più ampia sulle conseguenze sociali e sanitarie legate a queste pratiche pericolose.

L’afflusso di pazienti ha richiesto l’attivazione immediata dei protocolli di emergenza, con cinque individui che hanno ricevuto cure intensive.

Tra questi, tre hanno presentato lesioni particolarmente devastanti che hanno coinvolto mani, volto e occhi, richiedendo interventi chirurgici complessi e multidisciplinari.
Il caso più critico ha riguardato un giovane di ventuno anni, vittima di lesioni bilaterali alle mani e al volto, con un coinvolgimento significativo dell’orbita oculare.
La gestione di questa situazione ha richiesto la collaborazione sinergica di specialisti in chirurgia maxillo-facciale, oftalmologia e ortopedia, orchestrando procedure delicate che includevano rivascolarizzazione, stabilizzazione ossea, trattamento di fratture complesse e rimozione di corpi estranei.

L’impatto drammatico si è esteso anche ai minori.

Un quindicenne è stato ricoverato con un gravissimo trauma distale alla mano destra, aggravato da ustioni di secondo e terzo grado e dalla dolorosa amputazione di quattro dita.
Un altro giovane, diciassette anni, ha subito ustioni profonde, fratture esposte multiple alla mano destra e una lacerazione corneale all’occhio sinistro, che hanno richiesto un intervento chirurgico d’urgenza.
Entrambi i pazienti rimangono attualmente sotto osservazione e cure intensive presso la Fondazione.

Due ulteriori adulti si sono presentati con lesioni alla mano causate dall’uso di pistole a salve: un uomo trentenne con una lesione nervosa, per il quale è stata programmata un’intervento differibile, e un diciottenne, gestito e suturato direttamente al pronto soccorso.

La pressione assistenziale generata dall’elevato numero di emergenze ha innescato una complessa riorganizzazione delle risorse.

Un tredicenne, vittima di trauma distale alla mano destra, è stato temporaneamente trasferito in un centro specializzato esterno attraverso l’Areu, in quanto le competenze necessarie per un intervento ottimale non erano immediatamente disponibili localmente.
Questa decisione ha comportato il coinvolgimento dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Integrata di Verona, rinomata per la sua eccellenza nel campo della chirurgia della mano e microchirurgia.
Questo trasferimento, seppur necessario per garantire la migliore assistenza al paziente, sottolinea le sfide operative incontrate e la necessità di potenziare le risorse specialistiche a livello locale.

L’evento ha riacceso il dibattito sulla prevenzione e sulla regolamentazione dell’uso di fuochi d’artificio e armi a salve, evidenziando la necessità di campagne di sensibilizzazione mirate e di un rafforzamento dei controlli per tutelare la salute pubblica e ridurre il rischio di traumi evitabili.

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