mercoledì 21 Gennaio 2026

Sgomento a Meda: psicologo arrestato per abusi su minorenne disabile.

Un’ombra grave si è abbattuta sulla comunità di Meda, in provincia di Monza, con l’arresto di un professionista della psicologia di 36 anni, accusato di abusi su un paziente minorenne con disabilità.
La vicenda, pur avendo radici temporali più remote, è stata resa pubblica oggi da un comunicato dei Carabinieri, sollevando un’ondata di sgomento e preoccupazione.

L’inchiesta, tuttora in corso, trae origine da un’allarmante segnalazione presentata dai genitori di due giovani, uno dei quali affetto da disabilità, che hanno ascoltato confessioni angoscianti da parte dei loro figli.

Queste rivelazioni, celate per un periodo imprecisato, hanno scatenato un’indagine complessa e delicata, condotta con la massima riservatezza per tutelare la vulnerabilità delle potenziali vittime.
Gli investigatori, consci della gravità e della delicatezza del caso, hanno impiegato strumenti di rilevazione audio-video, dispositivi sofisticati e rispettosi della privacy, necessari per raccogliere prove concrete e documentare un ulteriore episodio di violazione.

L’utilizzo di tali strumenti, sebbene necessario per la ricostruzione accurata dei fatti, sottolinea la difficoltà di affrontare situazioni in cui si manifestano dinamiche di potere distorte e abusi di fiducia.
La vicenda pone interrogativi profondi sulla responsabilità professionale, sull’etica del rapporto terapeuta-paziente, e, soprattutto, sulla fragilità delle persone con disabilità, spesso esposte a dinamiche di manipolazione e sfruttamento.

La fiducia riposta nei professionisti della salute mentale, un elemento cruciale per il benessere psicologico dei pazienti, è stata gravemente compromessa.

Al di là dell’accusa specifica che addebita al professionista, l’indagine si estende ora alla ricerca di altre possibili vittime, un compito arduo che richiede sensibilità, competenza e un approccio multidisciplinare.
Le autorità invitano esplicitamente chiunque abbia informazioni utili o sospetti di essere stato vittima di comportamenti inappropriati da parte dello psicologo a presentare denuncia.
Questa vicenda, dolorosa e sconvolgente, impone una riflessione collettiva sul ruolo della società nella protezione dei soggetti vulnerabili e sulla necessità di rafforzare i controlli e i meccanismi di supervisione per prevenire abusi e garantire la sicurezza di tutti.
La giustizia deve fare il suo corso, ma la guarigione della comunità e il ripristino della fiducia saranno un processo lungo e complesso.

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