Nella suggestiva cornice della chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, a Pavia, si è levata una preghiera solenne, un canto di cordoglio e memoria dedicato a Valerio Daprà, carabinierie 56enne spento tragicamente il 14 ottobre a Castel d’Azzano (Verona).
La sua vita, interrotta bruscamente in un atto di inaudita drammaticità – l’esplosione di un rudere durante un’attività di sgombero, innescata da una fuga di gas scatenata da una presenza abusiva – ha lasciato un vuoto incolmabile nei cuori dei suoi cari e dei suoi colleghi.
La celebrazione religiosa, presieduta con commozione dal vescovo Corrado Sanguineti, ha visto la partecipazione dei genitori, dei fratelli e delle sorelle del militare pavese, dei suoi compagni di reparto, testimoni diretti del suo impegno e del suo valore.
Al coro dei familiari si sono uniti il sindaco Michele Lissia e la deputata Paola Chiesa, rappresentanti istituzionali che hanno voluto rendere omaggio al sacrificio di un uomo dedicato al servizio della collettività.
L’omelia del vescovo Sanguineti ha elevato il lutto in un momento di riflessione profonda sul senso della vita, della morte e del servizio.
“Valerio ha offerto la sua esistenza al dovere, con una dedizione che trascende il semplice adempimento di un compito,” ha esordito il presule, sottolineando come l’atto di servizio, anche quando porta con sé il sacrificio ultimo, non sia mai privo di significato.
La perdita è un lacerazione nel tessuto della comunità, una ferita aperta che incide nel profondo, ma la fede cristiana, ha continuato il vescovo, ci invita a contemplare la morte non come una fine, ma come una transizione verso una dimensione trascendente.
La tragedia, pur nella sua tragicità concreta, solleva interrogativi cruciali sulla complessità del rapporto tra istituzioni, territorio e marginalità sociale.
L’episodio, infatti, pone l’attenzione sulle condizioni abitative precarie che spesso gravano su fasce vulnerabili della popolazione, e sulla necessità di rafforzare i controlli e le misure di sicurezza per prevenire situazioni estreme come quella che ha causato la perdita di Valerio.
La sua scomparsa non deve rimanere un mero atto di cronaca, ma un monito per promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi connessi alle occupazioni abusive, e per garantire un supporto adeguato a chi si trova in situazioni di disagio abitativo.
Ricordare Valerio significa, in definitiva, onorare il suo sacrificio attraverso un impegno concreto per una società più giusta, sicura e attenta alle esigenze di tutti i suoi membri.
La memoria del suo servizio, la sua dedizione e il suo coraggio resteranno un esempio luminoso per le future generazioni di uomini e donne che, con senso del dovere e spirito di abnegazione, si dedicheranno a tutelare la legalità e la sicurezza dei cittadini.


