lunedì 12 Gennaio 2026

Caso Poggi, il genetista Sempio: Anomalie nel DNA, rischio mostro

L’attesa per l’esito dell’indagine sul caso Poggi culmina in un’intervista a Andrea Sempio, genetista coinvolto nell’analisi delle tracce biologiche.

Le sue dichiarazioni, rilasciate a Quarto Grado, sollevano interrogativi cruciali sulla validità dell’evidenza genetica presentata.

Sempio esprime un riscontro inatteso rispetto alla natura della traccia del DNA rinvenuta, suggerendo una potenziale anomalia o una possibile contaminazione.
La sua esperienza professionale lo porta a ritenere che, di norma, le tracce derivanti da un’aggressione siano caratterizzate da una chiarezza e una precisione assenti in questo caso specifico.
L’assenza di Sempio durante l’ultimo atto dell’incidente probatorio a Pavia, a differenza del collega Alberto Stasi, è stata prontamente motivata.
La sua presenza, a detta dello stesso genetista, non era prevista né ritenuta necessaria, e un’eventuale richiesta di permesso al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) sarebbe risultata superflua, rischiava solo di generare confusione e disordine.
Commentando la strategia difensiva dell’accusa, che ha indicato il DNA di Alberto Stasi come potenziale corrispondenza con le tracce sotto le unghie di Chiara Poggi, Sempio si dichiara in linea di principio favorevole a un’esplorazione scrupolosa di tutte le vie possibili per accertare l’innocenza dell’imputato.
Questa ricerca di elementi a discapito della ricostruzione accusatoria è un diritto e un dovere nel sistema giudiziario.

Nonostante la professionalità che lo contraddistingue, Sempio rivela di vivere un periodo complesso, caratterizzato da un’evidente pressione.

Anticipa, con preoccupazione, la possibile creazione di un “mostro” qualora l’analisi tecnica non dovesse fornire un appiglio solido per l’accusa.

Sempio percepisce un’ondata di ostilità proveniente dal pubblico, una “tifoseria” ormai schierata contro di lui, un fenomeno che trascende la sfera istituzionale e si radica nell’opinione pubblica.
Infine, l’intervista tocca il rapporto con Marco Poggi, fratello della vittima.
Sempio sottolinea la distanza temporale dei loro ultimi contatti, ammettendo una comunicazione non frequente, ma significativa, caratterizzata da uno scambio sincero tra due amici.

Questo dettaglio, apparentemente marginale, offre uno spiraglio di umanità in un contesto dominato da accuse e sospetti.

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