mercoledì 25 Febbraio 2026

Commercio illegale di fuochi d’artificio: sequestrata una tonnellata e trecento chili.

L’attività investigativa della Squadra Mobile comense ha portato alla denuncia di un trentunenne, originario di Pavia ma con residenza a Cologno Monzese, per reati gravissimi legati alla gestione illecita di materiale pirotecnico.

L’indagine, condotta con scrupolo, ha rivelato una vera e propria rete di stoccaggio abusiva, distribuita su tre sedi differenti: un box auto presso l’abitazione dell’indagato a Cologno Monzese, una cantina in un palazzo di Brugherio e un ulteriore box in un ampio condominio di Vimodrome, tutti luoghi scelti per eludere i controlli e accumulare ingenti quantità di fuochi d’artificio.

Il sequestro ha interessato una quantità impressionante: oltre una tonnellata e trecento chilogrammi di materiale pirotecnico.

La composizione del bottino sequestrato è particolarmente significativa: accanto a fuochi d’artificio prodotti illegalmente, presumibilmente di fabbricazione artigianale e quindi potenzialmente estremamente pericolosi, sono stati rinvenuti anche articoli regolarmente marcati con il marchio CE, garanzia di conformità alle normative europee.
La presenza di quest’ultimo tipo di merce, apparentemente “sicura”, assume però una valenza critica nel contesto dell’indagine.
L’elemento più allarmante non risiede tanto nella sola illegalità della detenzione, quanto nelle condizioni di stoccaggio.
Il materiale pirotecnico, sia quello di provenienza artigianale che quello certificato, è stato rinvenuto in prossimità di sostanze altamente infiammabili, configurando una situazione di pericolo concreto e imminente.

Questa commistione crea un rischio elevatissimo di incendio o di esplosione, mettendo a repentaglio la sicurezza pubblica e la stabilità degli edifici circostanti.
L’indagine solleva interrogativi importanti sulla filiera della distribuzione dei fuochi d’artificio, evidenziando come materiale legalmente prodotto possa finire in mani improprie e venga gestito in maniera negligente e pericolosa.
Le autorità competenti stanno ora approfondendo gli aspetti amministrativi e penali relativi alla provenienza del materiale e alla rete di distribuzione, con l’obiettivo di smantellare l’intera organizzazione e prevenire simili situazioni in futuro.
Il caso, inoltre, sottolinea l’importanza di controlli più stringenti e di una maggiore sensibilizzazione sui rischi connessi alla manipolazione e allo stoccaggio di materiale pirotecnico, un’attività che richiede competenze specifiche e il rispetto rigoroso delle normative di sicurezza.

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