L’ombra di un’indagine per corruzione si allunga ora sul caso Garlasco, coinvolgendo Giuseppe Sempio, figura centrale come padre di Andrea Sempio, indagato per concorso nell’omicidio di Chiara Poggi.
La notizia, inizialmente diffusa attraverso i canali social del TG1, segnala l’iscrizione di Sempio nel registro degli indagati da parte della Procura di Brescia, sollevando interrogativi e riaprendo ferite profonde legate alla tragica vicenda.
L’accusa, corroborata da un elemento tangibile come il famigerato “pizzino” rinvenuto presso l’abitazione di Sempio, suggerisce un tentativo di manipolazione del sistema giudiziario.
Secondo le ricostruzioni investigative, Giuseppe Sempio avrebbe versato una somma compresa tra i 20.000 e i 30.000 euro all’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti.
L’obiettivo presunto di questa ingente somma di denaro sarebbe stato quello di far archiviare la posizione di Andrea Sempio nell’inchiesta precedente, condotta a seguito della morte di Chiara Poggi.
Questa nuova indagine per corruzione getta una luce critica sul precedente percorso investigativo e sulla possibilità di irregolarità o influenze esterne che avrebbero potuto condizionare l’esito delle indagini.
Il “pizzino”, documento cruciale nel quadro ricostruttivo, assume così un peso ancora maggiore, fungendo da presunta prova di un tentativo di corruzione di un funzionario pubblico.
L’episodio solleva questioni di primaria importanza riguardanti l’integrità del sistema giudiziario e la necessità di garantire che le indagini siano condotte in modo imparziale e senza interferenze.
La vicenda Garlasco, già segnata da controversie e accuse reciproche, si arricchisce ora di un ulteriore livello di complessità, con la prospettiva di un’indagine che potrebbe portare a chiarire eventuali collusi e a ricostruire il quadro completo di un caso che ha scosso profondamente l’opinione pubblica.
L’inchiesta bresciana promette di esaminare attentamente i rapporti tra Giuseppe Sempio, Mario Venditti e altri possibili attori coinvolti, al fine di accertare la veridicità delle accuse e di ristabilire, ove necessario, la verità dei fatti e la giustizia per Chiara Poggi.








