venerdì 13 Marzo 2026

Tod’s sotto inchiesta: sfruttamento lavoro e rischio interdittiva antimafia

L’inchiesta della Procura di Milano su Tod’s spa si infittisce, evolvendo da una valutazione di responsabilità oggettiva a un quadro accusatorio che include elementi di dolo, con tre dirigenti indagati per reati di sfruttamento del lavoro.
La società, parallelamente, è oggetto di un procedimento ai sensi della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti (SAR), un provvedimento che mira a responsabilizzare le aziende per i reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio.
La richiesta di interdittiva antimafia, che impone a Tod’s una sospensione della pubblicità per sei mesi, rivela una gravità delle accuse precedentemente non pienamente delineata.

Se inizialmente l’attenzione si era concentrata sull’omissione di controlli adeguati nella filiera di subappalti, concentrata in opifici cinesi, ora emergono indizi di consapevolezza e, potenzialmente, di manipolazione intenzionale per eludere le normative.

Le indagini, condotte dal Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, hanno documentato come i vertici aziendali, nonostante le segnalazioni e i risultati di audit provenienti dai fornitori, abbiano deliberatamente ignorato la situazione di grave sfruttamento dei lavoratori.
Questi audit, provenienti da sei province (Milano, Pavia, Macerata, Fermo, e altre non specificate), hanno evidenziato violazioni sistematiche riguardanti la durata della giornata lavorativa, retribuzioni inadeguate, carenze nella sicurezza sul lavoro e condizioni abitative inaccettabili, equivalenti a forme di schiavitù moderna.
La richiesta di interdittiva solleva interrogativi cruciali sulla cultura aziendale e sul sistema di governance di Tod’s.
Non si tratta più di una semplice falla nei controlli, ma di una potenziale strutturale collusione con pratiche illegali.

La decisione di ignorare ripetute segnalazioni di abusi suggerisce una deliberata scelta di privilegiare il profitto a breve termine a scapito dei diritti umani e della legalità.

L’interdittiva antimafia, se accolta dal giudice, avrebbe un impatto significativo sulla reputazione e sull’immagine di Tod’s, segnando un punto di svolta nella lotta contro lo sfruttamento del lavoro e nel rafforzamento della responsabilità sociale d’impresa.
L’inchiesta si prospetta come un caso paradigmatico delle sfide etiche e legali che le aziende globali affrontano nella gestione delle catene di fornitura, esortando a una revisione profonda dei meccanismi di controllo e di accountability.

La vicenda, inoltre, apre un dibattito cruciale sulla necessità di una maggiore trasparenza e di un rafforzamento dei controlli a livello internazionale per garantire che i prodotti di lusso siano fabbricati nel rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori.

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