venerdì 9 Gennaio 2026

Tragedia in montagna: Uomo precipita da seggiovia a Piancavallo

Tragedia ieri a Piancavallo, nel cuore delle Prealpi Friulane, dove un incidente drammatico ha scosso la comunità locale e riapre interrogativi sulla sicurezza degli impianti a fune in condizioni meteorologiche estreme.

Un uomo di 32 anni, originario di Mortara, si è gravemente ferito dopo essere stato violentemente sbalzato da una seggiovia a seguito di un evento inaspettato legato alle avverse condizioni atmosferiche.

L’uomo, impiegato come personale di supporto presso una struttura di ristorazione in alta quota, stava utilizzando la seggiovia Tremol Uno per il rientro a valle, al termine del suo turno lavorativo.

Un improvviso e intenso colpo di vento, caratteristico del microclima montano, ha sollevato una rete di protezione installata perimetralmente all’impianto, una misura di sicurezza pensata per impedire cadute accidentali.

La rete, inaspettatamente, si è agganciata con forza allo scarpone dell’uomo.

La forza del vento, amplificata dalla conformazione del terreno e dall’esposizione dell’area, ha trascinato la vittima per diversi metri, in una dinamica complessa che ha visto l’uomo sfilarsi sotto una barra di sicurezza, precipitando da un’altezza considerevole su una superficie in cemento, elemento strutturale di un pilone di sostegno della seggiovia.

L’impatto ha provocato lesioni gravissime, che hanno reso impossibile l’atterraggio dell’elisoccorso, a causa della persistente raffica di vento che rendeva instabile l’operazione.

Il tempestivo intervento del personale di soccorso terrestre ha permesso il trasporto d’urgenza della vittima all’ospedale di Udine, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico di stabilizzazione.
Ulteriori procedure mediche sono previste nelle prossime ore, in una corsa contro il tempo per minimizzare le conseguenze delle ferite riportate.

L’episodio solleva interrogativi cruciali sull’efficacia delle misure di sicurezza implementate negli impianti a fune, soprattutto in relazione alla variabilità dei venti in montagna.

La conformazione orografica delle Prealpi, con i suoi avvallamenti e creste, può generare fenomeni di accelerazione del vento, rendendo imprevedibile l’intensità delle raffiche.
Si apre ora un’indagine per accertare le cause precise dell’incidente e valutare se siano state rispettate tutte le normative in materia di sicurezza, e se sia necessario rivedere i protocolli di gestione degli impianti in condizioni meteorologiche avverse.

La tragedia rappresenta un duro colpo per la comunità montana e riaccende i riflettori sulla necessità di garantire la massima sicurezza per tutti gli utenti.

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