La recente gara di Super G a Livigno, evento inaugurale di Coppa del Mondo sulla pista Tagliede-LiZeta, ha rappresentato ben più di una semplice competizione sportiva.
Ha funto da esercitazione cruciale per l’Areu (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza), ente responsabile dell’assistenza sanitaria durante i prossimi Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026.
L’iniziativa ha permesso di validare e perfezionare i protocolli e le procedure che saranno implementati in tutte le sedi olimpiche, con particolare attenzione alla Venue di Bormio.
La complessità dell’evento ha richiesto una complessa architettura di supporto medico.
L’intera pista, lunga quasi due chilometri, è stata costellata di otto team di soccorso altamente specializzati, ognuno composto da un professionista sanitario (medico o infermiere), un soccorritore esperto del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e un membro dei nuclei SAGF (Soccorso Alpino Gendarmerie e Forze di Polizia) della Guardia di Finanza o della Polizia di Stato.
Questa composizione ibrida garantisce un approccio multidisciplinare e una risposta rapida alle emergenze, combinando competenze mediche, capacità di soccorso in ambiente alpino e supporto logistico.
Il coordinamento complessivo delle attività sanitarie è stato affidato a un team apicale composto da un medico, un infermiere e un tecnico, il quale avrà lo stesso ruolo e responsabilità durante l’intera durata dei Giochi Invernali.
Questo team ha gestito la logistica, il flusso delle informazioni e la risposta agli eventi imprevisti, affinando la capacità di operare sotto pressione e in contesti complessi.
Un ulteriore livello di sicurezza è stato garantito dalla presenza di un’ambulanza e di un’auto infermierizzata a valle della pista, dedicate all’assistenza del pubblico presente nel centro abitato.
Questa disposizione strategica mirava a minimizzare i tempi di risposta a eventuali necessità sanitarie al di fuori del percorso di gara, assicurando la sicurezza e il benessere di tutti i partecipanti.
La rapidità di intervento in caso di emergenze in alta quota è stata potenziata dalla disponibilità di un elicottero EC-135, equipaggiato con personale medico specializzato, tra cui i direttori delle Areu di Milano, Riccardo Stucchi, e di Sondrio, Serena Ruberti.
La loro presenza ha rappresentato un elemento chiave per la gestione di eventuali infortuni o malori tra gli atleti.
“Questi due giorni di Super G sono stati un banco di prova fondamentale,” ha dichiarato Serena Ruberti.
“La stretta collaborazione con CNSAS, Guardia di Finanza e Polizia di Stato ha rivelato la robustezza del nostro assetto e ha permesso di perfezionare i protocolli che implementeremo in tutte le sedi olimpiche.
Questa esperienza ci fornisce una sicurezza imprescindibile per affrontare le sfide che ci attendono durante i Giochi Invernali.
” L’esercizio ha non solo testato l’efficienza delle risorse umane e tecniche, ma ha anche rafforzato la sinergia tra le diverse forze di soccorso, elementi cruciali per il successo dell’assistenza sanitaria durante l’evento olimpico.


