lunedì 19 Gennaio 2026

Lombardia sotto una morsa di freddo polare: temperature record

Un’ondata di freddo polare, eccezionale per la sua intensità e per la sua estensione territoriale, sta investendo la Lombardia, imprimendo un segno distintivo nel contesto climatico regionale.

I dati provenienti dalla rete di monitoraggio di Arpa Lombardia rivelano valori termici significativamente inferiori alle medie stagionali, con un’impressionante discesa verso il punto di congelamento.
A Livigno, perla alpina incastonata a 1850 metri di altitudine, si è toccata la soglia dei -22 °C, un minimo non registrato da quasi cinque anni, testimonianza di un’anomalia climatica tangibile.
La provincia di Sondrio, epicentro di questo rigore glaciale, ha visto altre località montane segnare temperature drastiche: Santa Caterina Valfurva con -18 °C e Bormio, destinata ad accogliere le competizioni olimpiche invernali, con un freddo pungente di -10 °C.

Questo scenario, in apparenza confinato alle alte quote, si estende anche alla pianura padana, dove le temperature hanno anch’esse subito un calo notevole, con picchi di -8 °C a nord-ovest di Milano, -9 a Sondrio e -5 a Varese, mettendo a dura prova le infrastrutture e la vita quotidiana.

La persistenza di questa ondata di freddo non è un evento isolato, ma il preludio a una fase meteorologica caratterizzata da gelate notturne persistenti, che interesseranno anche le aree pianeggianti.
Le previsioni di Arpa Lombardia indicano un graduale, seppur lento, aumento delle temperature, a partire dalle aree alpine, per poi irradiarsi verso la pianura.
Nonostante il tempo asciutto prevalente, non si esclude la possibilità di deboli nevicate sulle Alpi, tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, che potrebbero contribuire ad arricchire il manto nevoso, cruciale per le attività turistiche e per la risorsa idrica.

L’evoluzione del quadro meteorologico, tuttavia, non sembra destinata a rimanere inalterata.
Gli esperti prevedono una potenziale svolta intorno alla metà del mese, con un cambiamento nella circolazione atmosferica che potrebbe innescare un ritorno di precipitazioni più consistenti, sotto forma di pioggia e neve, su un’area più ampia.

Questo cambiamento, legato a dinamiche atmosferiche complesse, potrebbe segnare la fine dell’attuale fase di freddo intenso, aprendo la strada a condizioni meteorologiche più miti e umide, un elemento cruciale per l’equilibrio idrologico e per la ripresa della vegetazione dopo un periodo di gelo prolungato.

L’attenzione rimane alta, monitorando attentamente i segnali atmosferici, per comprendere appieno l’impatto di questa ondata di freddo e per prepararsi alle prossime evoluzioni del tempo.

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