La Regione Lombardia ha lanciato un’iniziativa innovativa, il progetto Magellano, per affrontare la crescente carenza di personale infermieristico che affligge il sistema sanitario regionale.
Questa strategia, frutto della collaborazione tra la Regione stessa e il Centro Gulliver di Varese, non si limita a un mero trasferimento di risorse umane, ma si configura come un ponte culturale e professionale che unisce l’Europa e il Sud America, rispondendo a un bisogno urgente e aprendo a prospettive di sviluppo reciproco.
Magellano si articola in due percorsi distinti, ciascuno progettato per massimizzare l’impatto e l’efficacia dell’intervento.
Il percorso “Magellano Professional” mira all’integrazione diretta di infermieri laureati provenienti da università sudamericane nel tessuto delle strutture sanitarie pubbliche lombarde.
Questi professionisti sono ingaggiati con contratti annuali, con possibilità di proroghe, garantendo stabilità e contribuendo a ridurre l’emorragia di competenze che spesso colpisce il settore sanitario.
La selezione si concentra su profili già formati, pronti a svolgere immediatamente un ruolo attivo e specializzato all’interno delle strutture ospedaliere.
Parallelamente, il percorso “Magellano Student” offre un’opportunità unica a studenti universitari di Scienze Infermieristiche sudamericani.
Attraverso uno stage semestrale presso enti sanitari e assistenziali lombardi, questi studenti vengono immersi nella realtà del sistema sanitario italiano, affiancati da mentori esperti e sottoposti a un programma di studio personalizzato, coordinato dall’Università dell’Insubria.
Questa esperienza non solo arricchisce il loro percorso formativo, ma crea un canale preferenziale per un successivo inserimento lavorativo in Lombardia, una volta conseguita la laurea.
L’approccio favorisce un apprendimento pratico e contestualizzato, promuovendo l’adozione di standard qualitativi elevati.
Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha sottolineato come questa iniziativa sia una risposta concreta a un fabbisogno strutturale, riconoscendo la necessità di ampliare le collaborazioni internazionali.
Il piano strategico include anche l’apertura a partnership con altri paesi, come l’Uzbekistan, testimoniando un impegno regionale volto a mitigare le criticità del sistema sanitario.
La difficoltà di reperimento di personale medico, pur essendo una problematica analoga, richiede approcci gestionali più complessi e articolati.
Il progetto ha già visto l’arrivo di numerosi professionisti, come il primo gruppo di 11 infermieri provenienti da Argentina e Paraguay, che hanno completato il loro percorso di formazione intensiva presso il Campus Cascina Tagliata.
L’inserimento operativo presso l’Ospedale di Circolo di Varese, seguito da ulteriori ondate di arrivi e integrazioni in Asst Sette Laghi, testimonia l’efficacia del modello.
La sua replicazione presso l’Asst di Pavia, con l’arrivo di ulteriori infermieri paraguayani e l’inizio del percorso formativo presso il Centro Gulliver, rafforza ulteriormente la strategia, ampliando la copertura territoriale e consolidando le competenze acquisite.
Il progetto Magellano non si pone solo come soluzione temporanea alla carenza di personale, ma come investimento nel futuro del sistema sanitario lombardo, promuovendo lo scambio di conoscenze, l’arricchimento culturale e la creazione di un capitale umano qualificato, capace di affrontare le sfide complesse del settore sanitario nel lungo periodo.
L’iniziativa, inoltre, rappresenta un esempio di come la cooperazione internazionale possa essere uno strumento efficace per rispondere a esigenze comuni e costruire un futuro più equo e sostenibile.








