L’aeroporto di Malpensa, crocevia nevralgico per flussi commerciali e passeggeri internazionali, si è recentemente rivelato anche epicentro di un traffico illecito di farmaci contraffatti e non conformi alle normative europee.
Un’operazione congiunta tra il Gruppo della Guardia di Finanza e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane ha portato all’intercettazione e al sequestro di oltre 18.000 confezioni di medicinali, un volume significativo che solleva serie preoccupazioni per la salute pubblica e l’integrità del mercato farmaceutico.
L’attività di contrasto ha svelato un sistema complesso, caratterizzato da modalità di ingresso diversificate.
Alcuni farmaci venivano occultati nella valigeria di passeggeri provenienti da diverse aree geografiche, mentre altri transitavano in grandi quantità attraverso la Cargo City, la zona dedicata alla spedizione merci, indicando una struttura organizzata capace di sfruttare i canali logistici dell’aeroporto.
La tipologia di farmaci intercettati è particolarmente allarmante: si tratta di preparati destinati alla gestione di patologie croniche e degenerative, quali disturbi cardiovascolari, sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale, ma anche di prodotti legati a problematiche di obesità e procedure di medicina estetica.
Questa varietà di preparati suggerisce una domanda di mercato ampia e diversificata, alimentata da pazienti in cerca di soluzioni terapeutiche non sempre accessibili attraverso i canali ufficiali.
Le origini geografiche dei farmaci contraffatti sono da tempo motivo di preoccupazione per le autorità sanitarie globali.
L’indagine ha confermato la provenienza principalmente da Africa, Sudamerica e Asia, con una preponderanza di prodotti provenienti dalla Cina, paese noto per la produzione di principi attivi farmaceutici e, purtroppo, anche per la proliferazione di fabbriche illegali specializzate nella contraffazione di medicinali.
L’operazione, iniziata lo scorso settembre, ha portato all’identificazione e alla denuncia all’autorità giudiziaria di 11 individui, tutti di nazionalità straniera, presunti coinvolti nel traffico illecito.
Le indagini proseguono per accertare i ruoli specifici di ciascun individuo all’interno dell’organizzazione e per ricostruire l’intera filiera di approvvigionamento e distribuzione.
L’episodio evidenzia la vulnerabilità del sistema sanitario e l’urgenza di rafforzare i controlli alle frontiere, non solo per prevenire l’ingresso di farmaci pericolosi, ma anche per tutelare la fiducia dei pazienti e garantire la sicurezza dei trattamenti terapeutici.
L’azione congiunta delle forze dell’ordine e dell’Agenzia delle Dogane rappresenta un tassello importante nella lotta contro la contraffazione di farmaci, un fenomeno che mina la salute pubblica e l’economia legale.








