sabato 10 Gennaio 2026

Milano, un paradosso: ricca ma insicura, al penultimo posto.

Il capoluogo lombardo, Milano, si presenta come un paradosso vivente nell’analisi della Qualità della Vita del Sole 24 Ore, giunta alla sua 36ª edizione.

Un’indagine che, nata nel 1990, ambisce a quantificare il benessere diffuso nei territori italiani, rivelando un quadro complesso e, in alcuni aspetti, inquietante per la città che si erge a motore economico del paese.
Pur consolidando la sua leadership in termini di ricchezza prodotta, consumi interni e dinamiche lavorative, Milano si attesta, con disappunto, al penultimo posto in una graduatoria della sicurezza che ne mina la percezione di vivibilità.

Questo dato, apparentemente contraddittorio, suggerisce una frattura profonda tra la prosperità materiale e la sensazione di sicurezza percepita dai suoi abitanti e da chi la visita.

La classifica generale vede un dominio incontrastato delle regioni settentrionali, con Trento che, per la prima volta, conquista il primato, soppiantando Bergamo, che aveva dominato nel 2024 e ora si posiziona al quinto posto.

Un cambiamento ai vertici che riflette dinamiche socio-economiche in evoluzione e una riallocazione dei fattori che contribuiscono al benessere complessivo.
Sul fronte delle province lombarde, la situazione è variegata.

Cremona, Lecco e Monza Brianza subiscono contratture significative, perdendo rispettivamente nove, una e dodici posizioni.

Sondrio, invece, mostra segni di resilienza, guadagnando sette posizioni e attestandosi al ventitreesimo posto.
Il resto della regione Lombardia, tuttavia, sembra affrontare sfide più complesse.
Como cede terreno, scivolando al venticinquesimo posto, mentre Brescia, riconosciuta come la città più sostenibile d’Italia da un’altra classifica del Sole 24 Ore, si posiziona al ventottesimo posto, un risultato che ne evidenzia una perdita di slancio complessiva.

Mantova, Varese, Lodi e Pavia registrano arretramenti ancora più marcati, indicando possibili difficoltà strutturali che impattano sulla qualità della vita.
L’analisi più ampia suggerisce che il mero accumulo di ricchezza e lo sviluppo economico non sono sufficienti a garantire un elevato standard di benessere.
Fattori come la sicurezza percepita, l’efficienza dei servizi pubblici, la qualità dell’ambiente e la coesione sociale giocano un ruolo cruciale.
Il caso di Milano, con la sua leadership economica e il suo posizionamento problematico nella sicurezza, funge da campanello d’allarme, invitando a una riflessione più approfondita sui parametri che definiscono la qualità della vita in un contesto urbano complesso e globalizzato.

È necessario, dunque, ripensare gli investimenti e le politiche pubbliche, non solo in termini di crescita economica, ma anche e soprattutto in termini di sicurezza, inclusione sociale e sostenibilità ambientale, per garantire una prosperità equa e duratura per tutti i cittadini.

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