venerdì 16 Gennaio 2026

Casale Monferrato: un modello globale contro l’amianto

Casale Monferrato si erge oggi a modello globale nella gestione e eradicazione del rischio amianto, un primato costruito su una dolorosa consapevolezza matura con ritardo rispetto ad altre realtà nazionali.

Il sindaco Emanuele Capra sottolinea come questa tragica esperienza abbia innescato una profonda trasformazione culturale e amministrativa, generando una sensibilità collettiva volta a affrontare un problema di salute pubblica con urgenza, competenza e un impegno finanziario considerevole.

La vicenda di Casale trascende la semplice bonifica di un territorio; si configura come un caso studio esemplare per la gestione di emergenze ambientali complesse e a lungo termine.
Il Comune, in qualità di capofila del Sito di Interesse Nazionale “Amianto in Monferrato”, coordina un’area estesa 73.895 ettari, comprendente 48 comuni distribuiti tra le province di Alessandria, Vercelli e Asti.

Questa leadership implica non solo l’attuazione di interventi diretti, ma anche la promozione di buone pratiche e la condivisione di competenze a livello regionale e internazionale.
Le attività di risanamento, avviate a seguito della cessazione dell’attività dello stabilimento Eternit quasi quarant’anni fa, hanno abbracciato un ventaglio ampio di aree e tipologie di edifici: dalla pubblica amministrazione a complessi residenziali privati, fino ai cosiddetti “siti di polverino”, aree spesso abbandonate e scarsamente monitorate, dove l’amianto si disperdeva nell’ambiente, rappresentando un pericolo costante per la salute umana.
I dati parlano chiaro: oltre 1,89 milioni di metri quadrati di amianto sono stati rimossi e sostituiti, un’operazione che ha comportato la dismissione di 51.200 tonnellate di materiale pericoloso e l’erogazione di decine di milioni di interventi pubblici e contributi diretti.

Il servizio di ritiro porta a porta, introdotto nel 2001, ha ulteriormente amplificato l’impatto delle operazioni di bonifica, permettendo la rimozione di ulteriori 373.058 metri quadrati di superfici contaminate.
La bonifica dei siti di polverino, aree particolarmente critiche per la dispersione di fibre, si avvia alla conclusione.

Su 227 siti censiti, 217 sono già stati risanati, mentre per i restanti dieci sono previsti interventi mirati entro il 2026.
Questo sforzo sistematico testimonia un approccio proattivo e una volontà di eliminare ogni potenziale rischio per la comunità.

L’esperienza di Casale Monferrato non si limita alla rimozione fisica dell’amianto.
Essa incarna un impegno profondo per la tutela della salute pubblica, la promozione della sostenibilità ambientale e la ricerca di soluzioni innovative per la gestione dei rischi industriali.

Il modello casalese rappresenta un patrimonio di conoscenze e competenze che possono essere trasferite ad altri territori, contribuendo a creare un futuro più sicuro e salubre per tutti.

La storia di Casale è un monito e un esempio di come, anche di fronte alle sfide più ardue, la determinazione, la collaborazione e l’innovazione possano fare la differenza.

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