La vicenda Konecta, fiamma inestinguibile di incertezza per centinaia di lavoratori piemontesi, ha visto oggi una nuova escalation con la visita parlamentare di Chiara Appendino e Antonio Iaria, deputati del Movimento 5 Stelle, presso la sede di Asti.
L’incontro, carico di tensione e preoccupazione, ha preceduto la mobilitazione sindacale prevista per domani, un chiaro segnale del disagio diffuso e della forte opposizione alle decisioni aziendali.
La crisi, innescata il 5 dicembre, è scaturita da una comunicazione aziendale che delineava un piano di riorganizzazione radicale: la concentrazione delle attività dislocate nei centri di Asti (400 dipendenti) e Ivrea (700 addetti) in un’unica sede a Torino, in strada del Drosso, entro giugno.
Questa prospettiva di trasferimento, percepita come particolarmente gravosa per il personale part-time, ha immediatamente suscitato timori di un’operazione mascherata di ristrutturazione aziendale, con possibili riduzioni di personale.
Le conferme del peggio non tardarono.
Un successivo incontro, il 23 dicembre, presso la sede di Confindustria Ivrea, ha visto i vertici di Konecta ammettere la previsione di ben 150 esuberi in Piemonte, un numero che amplifica ulteriormente l’allarme e aggrava la situazione precaria in cui versano i lavoratori.
La comunicazione, percepita come lacunosa e poco trasparente, ha alimentato la sfiducia e l’indignazione.
La visita dei parlamentari del Movimento 5 Stelle rappresenta un atto di vicinanza e un segnale di attenzione da parte del Parlamento, che si impegna a portare la questione in sede nazionale.
La promessa di un’indagine approfondita e di un intervento legislativo volto a tutelare i diritti dei lavoratori è accolta con speranza, ma la mobilitazione sindacale di domani testimonia la necessità di un’azione tempestiva e concreta.
La giornata di domani sarà cruciale, con un incontro formale tra rappresentanti dei lavoratori, sindacati, istituzioni locali e il Presidente della Regione, Alberto Cirio.
Si spera che questo confronto aperto e costruttivo possa portare a soluzioni condivise che garantiscano la tutela dell’occupazione, la salvaguardia delle competenze e la valorizzazione del territorio, evitando una fuga di cervelli e un impoverimento economico e sociale che colpirebbe duramente il Piemonte.
La vicenda Konecta non è solo una questione aziendale, ma una sfida più ampia che riguarda il futuro del lavoro e il ruolo delle istituzioni nel garantire un’economia più equa e sostenibile.









