“Restituzione di 600 opere d’arte dall’estero: un successo nella lotta al traffico illegale”

Date:

28 maggio 2024 – 21:59

Oggi a Roma, presso l’Istituto Centrale per il Restauro, è stata presentata una straordinaria collezione di 600 opere d’arte riportate in patria dagli Stati Uniti dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Il valore economico di queste opere è stimato intorno ai 60 milioni di euro e comprende pezzi di antiquariato, beni archivistici, numismatici e soprattutto archeologici risalenti dal IX secolo a.C. al II secolo d.C. Questi reperti erano stati oggetto di scavi clandestini nel centrosud d’Italia e furono rubati da chiese, musei e privati.Questa restituzione rappresenta un importante bottino che si aggiunge agli altri 105.474 reperti del valore stimato di oltre 264 milioni di euro, secondo l’ultimo rapporto divulgato dal Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale nel 2023. Il rimpatrio delle opere è stato possibile grazie alle indagini condotte dai Carabinieri in collaborazione con le Procure della Repubblica nazionali, il New York District Attorneys Office e Homeland Security Investigations statunitense.Un ruolo fondamentale è stato giocato dalla Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, che contiene informazioni su oltre 7 milioni di oggetti censiti, tra cui 1.315.00 ancora da recuperare. Inoltre, il sistema innovativo denominato Stolen Works Of Art Detection System S.W.O.A.D.S., basato sull’Intelligenza Artificiale, ha contribuito all’individuazione delle opere trafugate attraverso ricerche web e sui social network.Il Ministro Sangiuliano ha espresso grande soddisfazione per il ritorno in Italia di questi beni culturali rubati illegalmente all’estero. Grazie all’impegno dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e alla collaborazione internazionale, si è ottenuto un significativo successo nella lotta contro il traffico illegale d’arte.Il recupero di queste opere non solo arricchisce il patrimonio culturale italiano ma contribuisce anche a lenire le ferite causate dalle perdite subite dalle comunità locali nel corso degli anni. La Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del MiC si conferma come uno strumento indispensabile in questa complessa attività investigativa volta alla tutela del nostro prezioso patrimonio artistico e storico-cultural.

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