ASL Roma 4: Urgente revisione del servizio sanitario

All’attenzione del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e a Sua conoscenza, in qualità di Sindaco di Civitavecchia e Presidente della Conferenza dei Sindaci della ASL Roma 4, espongo una serie di criticità che compromettono l’efficienza e la qualità del servizio sanitario offerto al nostro comprensorio, richiedendo urgentemente l’apertura di un tavolo di confronto costruttivo.
La gestione attuale della ASL Roma 4, sotto la direzione generale di Rosaria Marino, presenta fragilità strutturali che richiedono una revisione profonda.
In particolare, la prassi diffusa di incarichi temporanei, designando figure in qualità di “facente funzioni”, mina la stabilità e la continuità della leadership dirigenziale, ostacolando la pianificazione strategica e la gestione operativa.

La situazione della chirurgia senologica, con un responsabile prossimo alla pensione, solleva un allarme immediato: il rischio di una sospensione del servizio è reale e inaccettabile per la nostra comunità.
Il processo di riorganizzazione, che prevede l’implementazione di Case della Comunità, Ospedali di Comunità, poliambulatori e punti di accesso, necessita di una trasparenza e una chiarezza che ad oggi mancano.
La presentazione alla Conferenza dei Sindaci, avvenuta in forma eccessivamente sintetica, non ha fornito elementi fondamentali per una valutazione approfondita.
Non sono stati chiariti aspetti cruciali come la funzionalità delle nuove strutture, le superfici effettivamente disponibili, i servizi di supporto necessari, l’adeguatezza della viabilità e dei collegamenti, generando un vuoto informativo che rende impossibile la programmazione degli interventi complementari da parte dei Comuni (trasporto pubblico, illuminazione, aree di sosta e viabilità).
L’assenza di questi dettagli preclude la capacità dei Comuni di supportare efficacemente il progetto.

Anche i lavori in corso presso le strutture ospedaliere di Civitavecchia e Bracciano destano preoccupazione.

I tempi di realizzazione si prottraggono eccessivamente e la comunicazione sull’avanzamento dei lavori risulta spesso lacunosa, generando incertezza e disagi per i pazienti.

È imprescindibile definire un piano chiaro e condiviso per l’allocazione dei servizi ospedalieri, tenendo conto delle imminenti attivazioni di nuovi reparti e posti letto (Medicina, Terapia intensiva e semi-intensiva, Medicina d’urgenza, Neurologia), oltre che per le specializzazioni di Otorinolaringoiatria, Urologia, Dermatologia.

Un elemento critico che mina la resilienza del sistema è rappresentato dalla carenza di personale.

La forza lavoro storica è sottodimensionata e caratterizzata da un’età media elevata (superiore ai 53 anni), con un grave deficit, soprattutto nel comparto infermieristico e nelle altre professioni sanitarie.

Le assunzioni programmate si concentrano prevalentemente sulla dirigenza medica, trascurando il fabbisogno di personale a supporto diretto dell’assistenza.

La gestione esternalizzata degli operatori socio-sanitari, pur proceduralmente corretta, non ha tenuto sufficientemente in considerazione le implicazioni organizzative e sociali.
Infine, il 2025 ha visto un aumento delle segnalazioni riguardanti ritardi nell’erogazione di farmaci, dispositivi sanitari e ausili protesici, un problema confermato anche da fonti interne alla ASL.

Anche le decisioni prese presso la struttura residenziale Calamatta, con la conseguente riduzione di forme di assistenza precedentemente previste, e la situazione del Serd, con un solo dirigente medico rispetto ai quattro previsti, aggravano ulteriormente la situazione.

Di fronte a questo quadro, sorge legittimamente l’interrogativo se le risorse finanziarie attualmente impiegate in voci di spesa non direttamente connesse alle attività core aziendali non possano essere reindirizzate verso l’assunzione di personale qualificato, l’acquisto di farmaci essenziali e lo sviluppo di servizi a diretto beneficio dei cittadini.
Ritengo che l’apertura di un tavolo di approfondimento con la Conferenza dei Sindaci sia una condizione imprescindibile per affrontare con tempestività e responsabilità le criticità esposte e per promuovere un cambiamento positivo nel sistema sanitario della ASL Roma 4, a garanzia della salute e del benessere dei nostri concittadini.

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