La situazione dei servizi dedicati alle persone con disturbi dello spettro autistico (ASD) nel Lazio configura un quadro allarmante, caratterizzato da una cronica carenza di risorse e una frammentazione dell’offerta che penalizza gravemente le famiglie e nega diritti fondamentali.
L’inerzia della Giunta regionale, evidenziata dalla mancanza di interventi mirati e dalla persistente inadeguatezza dell’assistenza territoriale, ha spinto le forze di opposizione a presentare emendamenti al Bilancio 2026, un atto di responsabilità politica volto a colmare lacune strutturali e a promuovere un approccio più inclusivo e orientato alla persona.
Le famiglie si sentono abbandonate, costrette a navigare in un labirinto di servizi insufficienti e disomogenei, con lunghe liste d’attesa e scarsa possibilità di accedere a terapie specialistiche e percorsi educativi riconosciuti come efficaci dalla comunità scientifica internazionale.
Questa condizione non solo compromette lo sviluppo e il benessere delle persone con ASD, ma genera anche un profondo disagio psicologico e sociale nei loro caregiver.
Gli emendamenti presentati mirano a innescare un cambiamento di paradigma, ponendo al centro il diritto alla salute e all’inclusione sociale delle persone con ASD.
L’obiettivo primario è quello di incrementare significativamente le risorse finanziarie destinate al sostegno delle famiglie, garantendo loro accesso a interventi terapeutici personalizzati e percorsi di formazione che favoriscano l’autonomia e l’integrazione nella comunità.
Parallelamente, si richiede un potenziamento strutturale del Fondo per l’attuazione del Piano regionale per l’autismo.
Questo implica un rafforzamento dei Centri di Salute Mentale, tradizionalmente sovraccarichi e con organici insufficienti, e un investimento mirato nella formazione del personale specializzato.
È essenziale assicurare la piena operatività dei servizi previsti dalla legge regionale, superando le barriere burocratiche e le carenze organizzative che ne limitano l’efficacia.
Un aspetto cruciale, sistematicamente trascurato dalle precedenti amministrazioni, è la diagnosi precoce dell’autismo in età adulta.
La mancata identificazione e il trattamento inadeguato delle persone con ASD in questa fase della vita comportano rischi elevatissimi per la salute mentale, l’inclusione lavorativa e la qualità della vita.
Gli emendamenti propongono quindi di destinare risorse specifiche per l’implementazione di programmi di screening e diagnosi per adulti, promuovendo la consapevolezza e riducendo lo stigma associato all’autismo.
La scelta politica che si pone di fronte alla Giunta regionale è chiara: continuare a ignorare le esigenze urgenti di una popolazione vulnerabile o abbracciare un approccio più umano e responsabile, che metta al centro la persona e i suoi diritti.
L’approvazione degli emendamenti rappresenta un’opportunità concreta per riscattare un debito che pesa sulla coscienza della Regione e per costruire un futuro più equo e inclusivo per tutti.
Il silenzio o l’indifferenza non sono più ammissibili.
La responsabilità è ora nelle mani della maggioranza.

