La vicenda giudiziaria che coinvolge il giovane romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio in relazione alla tragica scomparsa di Andrea Prospero ha compiuto un nuovo, significativo passo avanti.
L’impossibilità, allo stato attuale, di negoziare un nuovo patteggiamento, come chiarito dal difensore, avvocato Alessandro Ricci, ha delineato due percorsi alternativi: il rito abbreviato o il dibattimento davanti alla Corte d’Assise.
La scelta, non a favore del rito abbreviato, sancisce quindi l’inizio di un processo di maggiore complessità, fissato per il 22 gennaio.
L’avvocato Ricci, nel rispondere alle domande dei giornalisti, ha tracciato un quadro complesso della situazione attuale.
Pur sottolineando il desiderio del suo assistito di riprendere gli studi, un segnale incoraggiante, ha evidenziato la fragilità psicologica che ancora lo affligge.
“Dobbiamo agire con sensibilità e dare priorità al benessere del ragazzo”, ha affermato il legale, sottolineando la delicatezza del momento e la necessità di un approccio cauto e attento.
La decisione del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di respingere la richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare ha suscitato ulteriori riflessioni.
L’avvocato Ricci ha espresso la sua convinzione che la questione sollevata riguardasse aspetti procedurali estranei alla fase attuale del procedimento.
La mancata possibilità di sottoporre il ragazzo ad interrogatorio, inizialmente scelta come parte di una strategia difensiva, si è rivelata un elemento centrale nella successiva evoluzione del caso.
Il legale ha criticato, in particolare, la menzione della mancata richiesta di riprendere gli studi all’interno del provvedimento riguardante la misura cautelare, giudicandola inappropriata e non pertinente alla questione in esame.
Si tratta di un dettaglio che, a suo avviso, ha introdotto elementi estranei al nucleo centrale del provvedimento.
Nonostante la direzione attuale del processo, l’avvocato Ricci non ha escluso la possibilità di una futura negoziazione di un patteggiamento, richiamando la flessibilità offerta dal codice penale che consente la riproposizione di tale accordo anche durante il dibattimento.
“Valuteremo attentamente, in base all’evolversi della situazione processuale, se e quando presentare una nuova proposta di patteggiamento,” ha concluso il difensore, lasciando aperta una porta per una possibile risoluzione alternativa della vicenda, pur consapevole della complessità e della delicatezza del percorso che attende il giovane imputato.
La vicenda è tutt’altro che conclusa e il dibattimento davanti alla Corte d’Assise si preannuncia un momento cruciale per la definizione della verità processuale e per la comprensione delle dinamiche che hanno portato alla tragica scomparsa di Andrea Prospero.







