Crans-Montana: Ar Security ricorda Ivanovic, un eroe della sicurezza.

Il silenzio eloquente di una professione intera ha interrotto il flusso ordinario della vita.

La Ar Security di Viterbo, in adesione al cordoglio nazionale promosso dall’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria (AISS), si è unita a un gesto simbolico e potente: un flashmob volto a commemorare il doloroso anniversario della tragedia di Crans-Montana, dove quarant’anime furono spezzate dalle fiamme di Capodanno.

L’evento non è solo un ricordo, ma una riflessione sulla fragilità umana e sul valore inestimabile del sacrificio.
Un sacrificio incarnato dalla figura di Stefan Ivanovic, il giovane addetto alla sicurezza, ventitreenne, che con un atto di coraggio supremo, si è posto al di sopra del proprio istinto di sopravvivenza per soccorrere i presenti.

Abbandonato alla sua responsabilità, senza la copertura di un collega, Stefan ha affrontato l’inferno in piena potenza, ripetutamente rientrando nel locale in fiamme per salvare vite, tra cui numerosi minorenni.
Il suo destino, sigillato all’interno di quella discoteca in preda alle fiamme, rappresenta l’apoteosi dell’etica professionale, l’incarnazione più pura dell’impegno di un operatore della sicurezza: tutelare la vita umana, anche a costo della propria.
Ieri sera, a Viterbo, guidati da Pierpaolo Pasqua, gli operatori della Ar Security hanno partecipato a questo atto di commemorazione, unendosi a una catena di solidarietà che ha abbracciato l’intera nazione.

Un gesto semplice ma denso di significato: l’accensione di una candela, un piccolo lume che squarcia l’oscurità del ricordo e l’esposizione di un cartello, un messaggio chiaro e diretto: “La sicurezza non è un costo, ma un investimento nella vita”.

Questo flashmob non è solo un momento di lutto, ma un monito.
Un invito a ripensare il ruolo della sicurezza, non come un onere finanziario da ridurre, ma come un pilastro fondamentale per la salvaguardia del bene più prezioso: la sicurezza e l’incolumità delle persone.

È un appello alla responsabilità collettiva, ai gestori di locali, alle autorità, a ciascun individuo, affinché la tragedia di Crans-Montana non resti un evento isolato, ma un catalizzatore per un cambiamento culturale e strutturale, volto a prevenire future catastrofi.
La memoria di Stefan Ivanovic non deve svanire, ma ispirare un impegno continuo e rinnovato nella promozione di standard di sicurezza elevati e responsabili.

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