La Befana Gigante Ritorna: Un Rito di Comunità a Viterbo

Ritorna a Viterbo, come un rito collettivo che rinsalda i legami e celebra la generosità, la Calza della Befana più lunga del mondo.

Un simbolo tangibile di comunità, capace di trasformare una tradizione popolare in un evento di portata nazionale, testimoniato dai suoi imponenti 52 metri di tessuto vibrante.
Quest’anno, la serpentina di stoffa, un intreccio di storia, artigianato e spirito di condivisione, sarà sostenuta da un esercito di Befane in festa e da un corteo di Fiat 500 storiche, reliquie di un’epoca e veicoli di un’incontenibile allegria.

Il percorso, che si snoderà attraverso il cuore storico della città, dalla Porta Romana fino al quartiere Pilastro – culla originaria della manifestazione, nata ventiquattro anni fa – rappresenta un viaggio nel tempo e nella memoria collettiva.
Un itinerario che unisce il passato glorioso di Viterbo con le sue prospettive future, invitando cittadini e visitatori a riscoprire la bellezza dei luoghi e la forza di una comunità coesa.
La presentazione dell’evento ha visto la partecipazione di figure chiave del tessuto sociale e istituzionale viterbese: la sindaca Chiara Frontini, garante del bene comune; Luciano Barozzi, presidente del centro sociale Pilastro, custode della tradizione; l’assessora alle Politiche sociali Rosanna Giliberto, promotrice dell’inclusione e della solidarietà; Paola Massarelli, consigliere regionale della Fondazione Admo Lazio, sostenitrice delle attività di volontariato; Luigi Ottavio Mechelli, presidente dell’Avis Viterbo, promotore della cultura della donazione; Mara Piergentili, presidente del 500 Tuscia Club Viterbo, custode della memoria automobilistica; don Flavio Valeri, parroco della chiesa Sacro Cuore, guida spirituale della comunità; Cecilia Pugelli, presidente Anteas, sostenitrice dei diritti e delle dignità; Andrea De Simone, direttore Confartigianato Imprese Viterbo, promotore dell’artigianato locale; e Mauro Vinciotti, comandante della polizia locale, garante della sicurezza e dell’ordine pubblico.
Come sottolineato con emozione da Barozzi, la Calza della Befana è ormai parte integrante del DNA cittadino, un’esperienza che trascende la semplice festività, incarnando i valori di accoglienza, convivialità e solidarietà.
Il vero cuore della manifestazione risiede, infatti, nella sua dimensione benefica, un imperativo etico che guida ogni azione e decisione.
A testimonianza di questo impegno sociale, lungo il percorso saranno allestiti numerosi punti di raccolta dove i passanti potranno acquistare oltre mille calze, generosamente riempite di dolci offerti da aziende locali.
Ogni acquisto contribuirà a finanziare l’associazione Sorrisi che nuotano Eta Beta Viterbo, un’organizzazione che si dedica a fornire supporto e speranza a bambini e famiglie in difficoltà, perpetuando così la magia della Befana e diffondendo sorrisi autentici in tutto il territorio.

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