Il Senato Accademico dell’Università La Sapienza, Roma, è convocato per una sessione cruciale alle ore 12:00 di oggi.
L’agenda prevede una pluralità di argomenti, ma l’attenzione degli studenti è focalizzata sulle mozioni volte a revisionare, e potenzialmente rescindere, gli accordi di collaborazione con istituzioni accademiche israeliane.
L’istanza, sostenuta con forza da collettivi studenteschi come Cambiare Rotta e Sinistra Universitaria – quest’ultima con una rappresentanza diretta nel corpo accademico – non si limita a una richiesta di discussione, ma mira a tradurre la preoccupazione diffusa in azioni concrete.
L’urgenza del momento è motivata da una crescente consapevolezza tra gli studenti, che percepiscono questi accordi come complici, seppur indiretti, di politiche che ledono i diritti umani e perpetuano conflitti.
La richiesta non è una semplice protesta, ma una rivendicazione di responsabilità istituzionale.
La Sapienza, come ateneo di ricerca e formazione, ha il dovere di operare in coerenza con i principi di pace, giustizia sociale e rispetto dei diritti fondamentali, valori che appaiono compromessi dalla prosecuzione di tali collaborazioni.
La Sinistra Universitaria, in particolare, intende amplificare la voce degli studenti, sollecitando una sospensione immediata degli accordi in atto con aziende e istituzioni israeliane.
Questa azione non è concepita come un gesto isolato, ma come l’apice di un impegno più ampio volto a ripensare i modelli di collaborazione internazionale dell’ateneo, promuovendo partenariati basati su criteri etici e trasparenti.
Per massimizzare l’impatto della loro richiesta, gli studenti hanno organizzato un presidio sotto il Senato Accademico durante la sessione.
L’obiettivo è duplice: esercitare pressione sull’assemblea accademica affinché prenda in considerazione le loro istanze e sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo alla questione.
Il presidio non è inteso come un atto di disturbo, ma come una manifestazione pacifica e responsabile volta a stimolare un dibattito costruttivo e a sollecitare un cambiamento di rotta per l’Università La Sapienza.
La mobilitazione studentesca mira a trasformare la preoccupazione in azione, spingendo l’ateneo a rivedere le proprie politiche in linea con i valori di giustizia e solidarietà.

