venerdì 29 Agosto 2025
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Magliana, Roma: Scoperta Discarica Abusiva e Rete di Reati Ambientali

Le attività di controllo e vigilanza condotte dalla Polizia Locale di Roma Capitale, con particolare riferimento al territorio della Magliana, hanno portato alla luce un quadro preoccupante di illegalità ambientale.

Gli agenti del Gruppo Marconi, impegnati nella prevenzione e nella repressione di reati contro l’ambiente, hanno rilevato ripetuti casi di combustione incontrollata di rifiuti, evidenziando un problema strutturale che affligge l’area.
Un’ispezione mirata in un’area agricola ha svelato una vera e propria discarica abusiva, un deposito caotico e incontrollato di rifiuti speciali, sia pericolosi che non, che testimonia una gestione totalmente irresponsabile e illegale.
L’accumulo di materiali eterogenei – estintori, pneumatici fuori uso, elettrodomestici obsoleti come frigoriferi, tubazioni in plastica, motori nautici, bombole di gas, pannelli metallici, materiali ferrosi e legnosi, insieme a un assortimento di rifiuti indifferenziati – rivela una mancanza di consapevolezza ambientale e una spregiudicata violazione delle normative vigenti.

La presenza di un’area specificamente contaminata da residui di combustione aggrava ulteriormente la situazione, suggerendo una pratica sistematica e dannosa per la salute pubblica e per l’ecosistema locale.
Considerata la gravità degli illeciti riscontrati, che includono non solo l’abbandono incontrollato di rifiuti ma anche l’utilizzo del fuoco per la loro eliminazione – una pratica altamente inquinante e pericolosa – è stato disposto il sequestro preventivo dell’intera area.
Contestualmente, è stata sporta denuncia a carico di un cittadino italiano di circa sessant’anni, accusato di reati ambientali e di occupazione abusiva di terreno demaniale.
L’attenzione degli agenti è stata poi focalizzata sulla presenza di componenti di veicoli e rottami metallici di varia natura.
Tale scoperta ha innescato ulteriori approfondimenti investigativi, attualmente in corso, volti a chiarire se l’area sia stata utilizzata per attività illecite legate allo smontaggio e alla manipolazione di componenti meccaniche, in palese violazione delle norme che regolano la gestione dei veicoli a fine vita e la commercializzazione di ricambi.

Le indagini si concentrano ora sull’accertamento di eventuali filiere illegali che potrebbero operare nell’area, con la possibilità di coinvolgere ulteriori soggetti responsabili.

La complessità del fenomeno suggerisce una rete di comportamenti illeciti che richiedono un’azione di contrasto coordinata e capillare, per tutelare l’ambiente e garantire il rispetto delle leggi.

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