domenica 31 Agosto 2025
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Minimacchini a Viterbo: fede, tradizione e giovani portatori

Un’aura di sacrale solennità avvolge le vie di Viterbo, mentre la processione dei minimacchini del quartiere Pilastro si snoda, portando con sé l’eco di una tradizione secolare.

Questa sera, i piccoli facchini, eredi di un impegno arduo e profondamente radicato, hanno sostenuto sulle loro spalle la riproduzione in scala ridotta della macchina di Santa Rosa, un simbolo tangibile della fede e della resilienza viterbese.
Il Presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, e il capofacchino Luigi Aspromonte, hanno rivolto un messaggio di incoraggiamento ai giovani portatori, proiettando in loro la speranza di un futuro legato a questa antica usanza.

“La costanza e la perseveranza sono qualità imprescindibili,” ha esortato Aspromonte, sottolineando come la forza fisica, pur potendo essere coltivata con l’allenamento, non possa sostituire la determinazione interiore.

“Dovete desiderarlo con ardore, perché essere veri facchini di Santa Rosa significa possedere una volontà di ferro, un impegno che nasce nel cuore e si forgia nel tempo.

” La Sindaca Chiara Frontini ha espresso il suo vivo apprezzamento per questi giovani custodi della tradizione, definendoli “l’orgoglio di Viterbo”.

Il suo discorso ha risaltato il peso emotivo e simbolico del loro compito: “Stasera porterete sulle spalle la protettrice della nostra città.
Fortezza della fede e baluardo di speranza, manifestate la vostra forza e onorate la fatica con orgoglio.
” Le sue parole hanno riempito l’aria di una commozione palpabile, un misto di ammirazione e gratitudine.

L’attimo di raccoglimento e devozione è stato poi scandito dalla benedizione impartita dal Vescovo Orazio Francesco Piazza, un rito che eleva la processione al di sopra del mero atto fisico, trasformandola in un atto di fede condivisa.
Il capofacchino Angelo Loddo, con gesto solenne, ha guidato la macchina, un’architettura di luci e ombre, verso il suo cammino.

Sotto il peso della tradizione, giovani spalle hanno sostenuto la struttura, mentre migliaia di occhi, immersi nell’oscurità, ne hanno seguito il percorso, testimoniando un momento di profonda spiritualità.
La luce emanata dalla macchina, riflessa sui volti dei presenti, ha creato un’atmosfera magica, un legame indissolubile tra passato, presente e futuro di una comunità profondamente radicata nella sua fede e nella sua storia.

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