La diocesi di Roma avvia un’iniziativa strategica di ampio respiro, il programma “Nuove Chiese”, volto a rispondere alla crescente domanda di luoghi di culto in aree periferiche e in espansione, come Roma e Ostia.
Il progetto ambisce a realizzare cinque nuovi complessi parrocchiali, non semplici edifici, ma veri e propri poli di aggregazione sociale e spirituale, caratterizzati da un approccio innovativo in termini di sostenibilità, funzionalità e identità architettonica.
Le nuove realtà parrocchiali saranno dedicate a Santa Brigida di Svezia, San Giovanni Nepomuceno Neumann, Sant’Anselmo alla Cecchignola, San Vincenzo de’ Paoli e Sant’Anna a Morena, quest’ultima oggetto di un ampliamento funzionale e strutturale.
Il percorso progettuale, in linea con le direttive della Conferenza Episcopale Italiana, si articola in diverse fasi cruciali.
Si apre con una manifestazione di interesse nazionale, finalizzata a selezionare team di professionisti e consulenti esperti in ambito architettonico, ingegneristico e pastorale.
Questo processo di selezione mira a garantire la massima competenza e sensibilità culturale nella definizione dei progetti.
Le proposte ricevute saranno sottoposte a una rigorosa valutazione da parte di una commissione giudicatrice, composta da esperti del settore, che ne determinerà la qualità e l’aderenza ai principi guida del programma.
I team vincitori saranno successivamente incaricati della progettazione esecutiva, con l’obiettivo di creare soluzioni uniche e personalizzate per ciascuna sede.
L’esecuzione dei lavori sarà affidata attraverso una formula di appalto integrato, che favorisce la collaborazione tra progettista e impresa costruttrice, ottimizzando i costi e i tempi di realizzazione.
L’architetto Emanuele Pozzilli, direttore dell’Ufficio per l’edilizia di culto della diocesi di Roma, sottolinea che l’iniziativa nasce da una profonda analisi del tessuto sociale e religioso delle aree coinvolte.
Ogni sito è stato oggetto di un’attenta valutazione delle specifiche esigenze della comunità, in dialogo con il vescovo di settore, il parroco e, laddove possibile, con rappresentanti della popolazione locale.
Questo approccio partecipativo mira a creare luoghi di culto che siano realmente rispondenti alle attese e alle aspirazioni delle persone.
Un elemento distintivo del programma “Nuove Chiese” è l’impegno a coniugare la dimensione spirituale con quella ambientale ed economica.
In quest’ottica, si è privilegiato l’utilizzo di tecniche costruttive innovative, in particolare la prefabbricazione in legno.
Questa scelta non è dettata da mere considerazioni economiche, ma riflette una consapevolezza dei benefici ambientali, sociali e culturali derivanti dall’impiego di un materiale naturale, rinnovabile e versatile.
Pozzilli evidenzia come lo sviluppo tecnologico degli ultimi vent’anni abbia completamente superato i pregiudizi che in passato limitavano l’applicazione del legno in ambito edilizio.
Oggi, il legno offre prestazioni superiori in termini di isolamento termico e acustico, resistenza al fuoco e durabilità nel tempo.
Inoltre, la prefabbricazione consente di controllare con maggiore precisione i costi e i tempi di realizzazione, garantendo un elevato livello di qualità e sicurezza.
La scelta del legno si configura quindi come una dichiarazione d’intenti, un’espressione di un’architettura attenta all’ambiente, al benessere delle persone e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
La conferenza stampa di presentazione, prevista per il 13 gennaio, offrirà un’ulteriore opportunità di approfondire i dettagli del programma e di condividere la visione che anima questa ambiziosa iniziativa.

