Riforma Sanità Lazio: Più Accesso, Trasparenza e Cura per i Cittadini

La recente delibera della Giunta regionale, che ridefinisce gli ambiti di garanzia nell’erogazione dei servizi sanitari, segna una svolta strategica nel governo delle liste d’attesa, delineando un nuovo paradigma di accessibilità e trasparenza per i cittadini.

Questa iniziativa, sostenuta dalla Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, si configura non come una semplice revisione procedurale, ma come un intervento sistemico volto a riorganizzare l’intero percorso di cura, dalla richiesta iniziale all’effettiva prestazione.
Il provvedimento introduce un approccio integrato, che interviene a tappeto sui punti critici del sistema.

Non si limita a tamponare i problemi contingenti, ma mira a strutturare un modello più equo e performante, affrontando le cause profonde delle inefficienze e delle disomogeneità territoriali che hanno storicamente afflitto il sistema sanitario regionale.

La Regione Lazio, con questa iniziativa, dimostra un impegno concreto a superare modelli obsoleti e a costruire un sistema più reattivo alle esigenze dei pazienti.

Un elemento cruciale di questa riforma è la revisione della validità delle prescrizioni mediche, un aspetto finora caratterizzato da un’uniformità che si è rivelata inefficiente.

La nuova disciplina, invece, adotta un approccio dinamico, modulando la durata della ricetta in funzione dell’effettiva urgenza clinica.
Questo significa che una prestazione urgente avrà una validità di soli 10 giorni, mentre una prestazione meno impellente potrà avere una validità più estesa, fino a 130 giorni.
L’obiettivo è duplice: evitare che ricette urgenti, per scadenza, vengano perse e che i dati sulle liste d’attesa vengano distorti, e assicurare che la priorità clinica indicata dal medico sia effettivamente rispettata, evitando ritardi ingiustificati.
Altrettanto significativa è la ridefinizione degli ambiti di garanzia, un aspetto che ha storicamente limitato la flessibilità del sistema.
A partire dal 1° febbraio 2026, l’erogazione delle prestazioni sarà principalmente riferita alla ASL di residenza, con la possibilità di ricorrere a strutture ASL limitrofe e facilmente accessibili quando necessario.

Questa scelta, in linea con una visione di prossimità e ottimizzazione delle risorse, supera un modello rigido e centralizzato, favorendo un accesso più rapido e semplificato ai servizi sanitari, riducendo al minimo gli oneri di spostamento per i cittadini.
La riforma non si limita a questi interventi chiave, ma include anche linee guida dettagliate per migliorare la compilazione delle prescrizioni, distinguere chiaramente tra accessi iniziali e successivi, e configurare in modo ottimale le agende di prenotazione.
Questo insieme di misure mira a rendere il sistema più trasparente, ordinato e intuitivo, facilitando l’interazione tra pazienti, medici e operatori sanitari.

La Presidente Savo sottolinea che questa delibera è parte di un piano strategico più ampio, promosso con determinazione dal Presidente Francesco Rocca e dal governo regionale, che mira a trasformare radicalmente il sistema sanitario laziale.

L’impegno è quello di un monitoraggio costante dell’attuazione della riforma, per garantire che i benefici promessi si traducano in reali miglioramenti per tutti i cittadini del Lazio: un sistema sanitario più accessibile, più vicino alle persone e più efficiente nell’utilizzo delle risorse.

L’obiettivo finale è la garanzia di un diritto fondamentale: l’accesso tempestivo a cure di qualità, indipendentemente dalla residenza o dalla condizione socio-economica.

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